Scuole e Corsi - Psicologia - Psicoterapia - Comunicazione, Marketing e Risorse Umane

Ricevi le ultime news! Newsletter: max una a settimana
IRPSI: Istituto Italiano Rorschach e Psicodiagnostica Integrata - Online

IRPSI
Istituto Italiano Rorschach e Psicodiagnostica Integrata

DIREZIONE
Online: per info cell 328.4889678
www.istitutororschach.it

Quando i test 'dialogano': perché integrare Rorschach e MMPI-2 cambia davvero la Psicodiagnosi
di Rosanna D'Arrezzo


Dott.ssa Rosanna D'Arrezzo
Psicologa e Psicoterapeuta; membro della International Society of Rorschach and Projective Methods (ISR); membro della CSIRA (Comprehensive System International Rorschach Association); membro del Consiglio direttivo IRPSI; Consulente Psicologa ASST Santi Paolo e Carlo di Milano dal 2013 al 2022, Psicoterapeuta EMDR ed esperta MBT, consulente in valutazioni forensi su adulti e adolescenti.

Quando i test 'dialogano': perché integrare Rorschach e MMPI-2 cambia davvero la Psicodiagnosi

Cosa succede quando due strumenti così diversi come il Rorschach e l'MMPI-2 smettono di essere usati separatamente e iniziano a "parlarsi"?
Secondo l'esperienza clinica e formativa dell'Istituto Italiano Rorschach e Psicodiagnostica Integrata IRPSI, succede qualcosa di raro: la persona emerge, non solo il profilo.
Negli ultimi decenni la Psicodiagnosi ha fatto enormi passi avanti sul piano metodologico.
Eppure, chi lavora nella clinica sa bene che nessun test, da solo, racconta davvero una persona.
È proprio da questa consapevolezza che nasce l'approccio dell'integrazione psicodiagnostica, fulcro dei Corsi e dei Master proposti dall'IRPSI.
Due strumenti, due linguaggi della mente
L'MMPI-2 e il Rorschach osservano la personalità da angolazioni profondamente diverse.
  • L'MMPI-2 è un test di self-report: chiede al soggetto di descriversi, di riconoscere e dichiarare sintomi, vissuti, difficoltà.
  • Il Rorschach è un test di performance: mette la persona di fronte a uno stimolo ambiguo, attivando modalità di pensiero, regolazione emotiva, relazione con la realtà spesso al di fuori della piena consapevolezza.
Come già sottolineavano Archer e Krishnamurti negli anni '90, queste differenze producono talvolta convergenze, ma spesso anche discordanze.
Ed è proprio lì che il lavoro clinico diventa davvero interessante.
Quando i test non dicono la stessa cosa (ed è una buona notizia)
Nei Corsi dell'IRPSI, grande spazio è dedicato a comprendere come leggere queste divergenze, invece di evitarle.
Un soggetto può, ad esempio:
  • descriversi come "sereno e senza problemi" all'MMPI-2 o 3, mentre al Rorschach emergono segnali di conflitto, stress o fragilità latenti;
  • oppure dichiarare un intenso malessere al questionario, mentre il Rorschach restituisce risorse cognitive ed emotive solide;
  • oppure ancora mostrare un'apertura verbale nel self-report e un blocco marcato di fronte alla complessità del compito proiettivo.
Queste configurazioni non sono errori: sono informazioni cliniche preziose.
Parlano di livelli diversi di consapevolezza, di stili difensivi, di conflitti non mentalizzati, talvolta di modalità adattive apprese molto precocemente.
L'integrazione come atto clinico, non come somma di punteggi
L'approccio insegnato dall'IRPSI va ben oltre l'affiancare risultati.
Integrare significa:
  • interpretare ogni test secondo il proprio modello teorico e metodologico;
  • collocare i dati all'interno dell'anamnesi, della storia personale, dei colloqui;
  • formulare ipotesi, verificarle, scartarle se necessario;
  • costruire un report centrato sulla persona, non sulle etichette.
Nel report integrato, il clinico osserva il funzionamento della persona attraverso grandi aree:
  • il pensiero (mediazione con la realtà, ideazione, processamento);
  • l'emozione (affetti, impulsi);
  • la capacità di controllo, la gestione dello stress;
  • il (immagine di sé, identità);
  • l'Altro (relazioni, modelli interpersonali).
Il risultato non è solo una possibile ipotesi diagnostica, ma una mappa di senso utile per orientare decisioni terapeutiche, educative, riabilitative o forensi.
Parlare alla mente, ma anche al "cuore" del paziente
Un aspetto distintivo dell'integrazione Rorschach-MMPI-2/3 riguarda la restituzione.
Seguendo il modello del therapeutic assessment, nei Corsi viene insegnato come utilizzare le immagini, le parole e le metafore emerse al Rorschach per dare voce a ciò che l'MMPI-2/3 segnala sul piano sintomatologico.
È un modo di comunicare che non si rivolge solo alla parte razionale del paziente, ma anche a quella emotiva, facilitando insight, alleanza e motivazione al trattamento.
Come ricordava Stephen Finn, è spesso in questo passaggio che la valutazione diventa già intervento.
Perché formarsi sull'integrazione oggi
In un'epoca in cui la valutazione rischia di diventare rapida, standardizzata e difensiva, la proposta formativa dell'IRPSI va in direzione opposta:
rigore scientifico, umiltà interpretativa, attenzione alla dignità della persona.
I Master e i Corsi sull'integrazione Rorschach-MMPI-2, A e 3 sono pensati per Psicologi che vogliono:
  • affinare la propria competenza clinica;
  • imparare a gestire la complessità, non a semplificarla;
  • scrivere report chiari, fondati, ma anche profondamente umani.
Perché, in fondo, integrare non significa solo unire test diversi.
Significa tenere insieme dati, storie e significati, senza perdere di vista chi abbiamo davanti.
IRPSI: Istituto Italiano Rorschach e Psicodiagnostica Integrata
Online: per info cell 328.4889678
www.istitutororschach.it