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Istituto Italiano Rorschach e Psicodiagnostica Integrata

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Intervista alla Dott.ssa Maria Fiorella Gazale: psicodiagnosi e test di Rorschach
di Redazione

Dott.ssa Maria Fiorella Gazale
Psicologa e Psicoterapeuta, Consulente Tecnico del Tribunale di Milano, Dirigente Psicologa presso il Dipartimento di salute mentale dell'ASST Santi Paolo e Carlo.
Docente Universitario, socio fondatore della Comprehensive System International Rorschach Association (CSIRA/ARISI) e dell'International Rorschach Institute (IRI), membro dell'Executive Board della International Society of Rorschach and Projective Methods (ISR) e della Society for Personality Assessment (SPA). Socio fondatore e Direttore scientifico dell'IRPSI, Istituto Italiano Rorschach e Psicodiagnostica Integrata.

Intervista alla Dott.ssa Maria Fiorella Gazale: psicodiagnosi e test di Rorschach

Buongiorno Dott.ssa Gazale, in qualità di socio fondatore di realtà che pongono al centro dell'attenzione il test di Rorschach, potrebbe parlarci dell'importanza di questo proiettivo in ambito psicodiagnostico?
Il test di Rorschach ha una straordinaria valenza euristica e scientifica, ed è impiegato in tutto il mondo per le valutazioni sia cliniche che forensi, rivolte a minori e adulti. Anche la ricerca sulle caratteristiche psicopatologiche e sui tratti di personalità si avvale di questo strumento tutt'ora fondamentale. Le significative innovazioni che John Exner ha portato a questo test, creando il Rorschach Comprehensive System e dando a questo reattivo psicodiagnostico una veste scientifica ed un rigore metodologico prima non pensabile, ne fanno veramente uno strumento fondamentale per conoscere in maniera approfondita la personalità del paziente, così come anche per svolgere ricerche scientifiche con una metodologia rigorosa su importanti caratteristiche psicopatologiche o psicologiche.

Le innovazioni recentemente introdotte dal gruppo di lavoro guidato da Andronikof, Fontan e altri Rorschachisti internazionali hanno portato all'aggiornamento del Comprehensive System nel nuovo Comprehensive System Revised, rendendo questo strumento ancora più raffinato e preciso.
Qual è la valenza scientifica dell'attività psicodiagnostica condotta servendosi del test di Rorschach?
Il test di Rorschach, svolto con il Comprehensive System Revised, raggiunge un'elevata valenza scientifica, poiché i dati del protocollo, raccolti con una metodologia di somministrazione che è standardizzata, rigorosa e riproducibile, vengono elaborati attraverso specifici indici e rapporti e quindi, attraverso il confronto con i dati normativi raccolti in diversi paesi, trasformati in punti percentili. Ciò consente di valutare, per numerosissimi aspetti della personalità e tratti del soggetto, qual è la sua collocazione rispetto al campione normativo di riferimento. Questo vuol dire che noi abbiamo la possibilità di confrontare un soggetto italiano con il campione normativo raccolto sulla popolazione italiana, mentre un paziente statunitense o spagnolo o francese o giapponese o russo o rumeno o di numerosi paesi del Sud America avrà altri campioni normativi di riferimento. Questo è un cruciale passo avanti dal punto di vista scientifico, perché è importante che le persone siano il più possibile valutate facendo riferimento al contesto etnico e culturale di provenienza. Sappiamo, infatti, che alcune caratteristiche di personalità possono essere perfettamente adattive e usuali all'interno di un certo contesto etnico e culturale, mentre potrebbero risultare disadattive o indicatori di difficoltà di adattamento se fossero presentate da soggetti di un'altra provenienza. Tenere conto delle differenze è davvero significativo sia quando facciamo valutazioni cliniche sia anche, per esempio, relative alla genitorialità.
Dott.ssa Gazale, oltre ad occuparsi dell'attività clinica, Lei è anche Consulente Tecnico presso il Tribunale di Milano. Può dunque illustrarci quali impieghi può avere la psicodiagnostica sia in ambito forense che in ambito clinico?
La psicodiagnostica integrata, come io la impiego, che utilizza il test di Rorschach nella sua versione più aggiornata e altri test proiettivi e test di personalità di grande spessore scientifico come l'MMPI-2 e MMPI-2-RF, sono centrali nell'attività psicodiagnostica, nella pratica sia clinica sia forense. Nella pratica clinica ci permettono di definire con rigore davvero significativo le caratteristiche psicopatologiche e di personalità di un soggetto, in particolare fornendo informazioni straordinariamente efficaci ed approfondite relativamente alle principali aree di indagine che sono significative sotto il profilo clinico: la capacità di processamento degli stimoli, e quindi di osservare e organizzare gli stimoli e le informazioni, la capacità di mediazione, e quindi di distinguere in maniera efficace mondo interno e mondo esterno, realtà e fantasia, con un valido senso di realtà, l'area dell'ideazione, pertanto la capacità di condurre ragionamenti lineari e coerenti, ed inoltre la valutazione della rappresentazione di sé e l'efficacia della rappresentazione della relazione interpersonale, ed ancora lo stile generale nell'affrontare l'esperienza e nel problem solving e la capacità di controllo e di coping rispetto a situazioni stressanti.

Nell'ambito forense la valutazione psicodiagnostica integrata, centrata sul test di Rorschach, integrato con altri strumenti tutti di rilevanza scientifica, permette di rispondere a quesiti fondamentali che vengono posti al perito sia nell'ambito penale sia nell'ambito civile. Nell'ambito penale si tratta di valutare gli elementi utili a definire, per esempio, la capacità di intendere e volere di un soggetto autore di reato, la capacità di stare in giudizio e il rischio di pericolosità sociale. Nell'ambito civile valutiamo la presenza e l'entità di un danno biologico di natura psichica per soggetti che abbiano subito un danno causato da terze persone, ed inoltre valutiamo la capacità di dare testimonianza così come la capacità di assumersi una responsabilità genitoriale in maniera efficace ed adeguata ai supremi interessi del minore.
Rispetto alla valutazione clinica e psichiatrica, la valutazione psicodiagnostica con il test di Rorschach è davvero efficace?
Nella mia esperienza di ormai diversi decenni di attività psicodiagnostica integrata ho potuto sperimentare l'efficacia di questo test nella pratica clinica all'interno di una grande azienda ospedaliera dove da molti anni mi occupo delle valutazioni psicodiagnostiche, e dove pertanto ho avuto modo di vedere numerose centinaia di pazienti. Il test di Rorschach si rivela straordinariamente efficace nel dare risposte ai quesiti che ci vengono posti dagli psichiatri rispetto ai loro pazienti più gravi, quesiti che riguardano il profilo psicodiagnostico, il rischio suicidario, il rischio di comportamenti autolesivi, un profilo articolato utile per valutare l'inserimento o meno in una comunità o l'attivazione di un programma terapeutico specifico per la persona. D'altra parte, noi riceviamo invii per le nostre valutazioni anche da parte di psicoterapeuti che vogliono fare 'il punto' all'inizio di un percorso psicoterapeutico oppure dopo un certo tempo, e da parte di servizi dedicati alla tutela dei minori che ci richiedono una valutazione delle caratteristiche personologiche dei genitori per capire se le loro caratteristiche possono costituire un ostacolo alla loro genitorialità.
Quali informazioni in più ci può dare rispetto ad una buona valutazione clinica fatta da psicologi o psichiatri competenti?
Certamente psicologi e psichiatri competenti possono fare delle ottime valutazioni su base clinica. Tuttavia, queste valutazioni, per quanto eccellenti, hanno sempre un margine di soggettività importante, legate al fatto che i colloqui non usano degli strumenti standardizzati ma si basano sulla capacità, a volte davvero elevatissima, da parte del clinico esperto. Il test di rorschach ha il grande vantaggio di mettere a disposizione del diagnosta uno strumento che contiene in sé i risultati di decenni di studi, di ricerche, di impiego nei contesti clinici e forensi, pertanto anche la persona che non abbia una grandissima esperienza personale può, usando questo strumento, attingere alla stratificazione dell'esperienza che vi è inclusa, per così dire, e che consente infatti di raggiungere una raffinatezza di valutazione ed una profondità di conoscenza del soggetto che è molto difficile raggiungere altrimenti. Non dimentichiamo poi che il test di Rorschach è particolarmente efficace nel mettere a disposizione del clinico non solo le fragilità, le caratteristiche psicopatologiche, i conflitti e i nodi irrisolti dei pazienti, ma anche le loro risorse, i punti di forza e le loro qualità positive. Quest'aspetto conduce ad una visione molto diversa della valutazione psicodiagnostica, che non si pone esclusivamente l'obiettivo di identificare una psicopatologia, ma piuttosto di creare un campo relazionale in cui il paziente possa dare meglio di sé e in cui il diagnosta possa cogliere, a fianco delle vulnerabilità e dei tratti patologici, anche le risorse ed i punti di forza della persona.
Negli ultimi decenni i moderni strumenti di neuroimaging hanno dimostrato risultati incoraggianti nella diagnosi di alcuni disturbi emotivi. Quali vantaggi ci sarebbero nell'usare ancora strumenti così antichi come il test di Rorschach e i questionari di personalità?
I nuovi strumenti di neuroimaging forniscono preziose informazioni, soprattutto relative all'area medica, tuttavia non potranno mai sostituire, per quello che riguarda le caratteristiche di personalità, uno strumento raffinato e prezioso come il test di Rorschach.
Quest'ultimo, oltre ad avere il rigore scientifico e la vastità di ricchezza informativa che abbiamo già descritto, permette anche di creare e rafforzare una speciale interazione tra esaminatore e soggetto, per cui la relazione che si instaura all'interno del percorso psicodiagnostico ha qualcosa di molto specifico e molto coinvolgente, ma nello stesso tempo è mediata attraverso uno strumento, che funge in qualche modo da 'oggetto transizionale' tra loro, e che favorisce una comprensione empatica per il soggetto. Il paziente può inoltre intervenire, anzi è sollecitato a farlo, durante tutto il percorso, pertanto non è un semplice soggetto passivo su cui l'esaminatore svolge il suo test (come invece avviene più facilmente nel campo delle indagini di tipo medico).

Lo strumento del test di Rorschach è molto sollecitante dal punto di vista emotivo, ma nello stesso tempo è incluso in un percorso che, come abbiamo detto, ha delle regole precise di somministrazione e di codifica, e pertanto mantiene una distanza definita e favorisce l'empatia senza sollecitare un eccessivo coinvolgimento emotivo da parte del paziente. Questo permette quindi di introdurre l'elemento della relazione interpersonale nella valutazione psicodiagnostica, che è cruciale ed importantissimo, mentre negli strumenti di neuroimaging, ovviamente preziosi per le indagini organiche, la relazione interpersonale non ha molto spazio. Aggiungiamo poi che la cornice in cui noi impieghiamo il test di Rorschach è quella della valutazione collaborativo-terapeutica, per cui il paziente è fin dall'inizio sollecitato ad avere un ruolo attivo. Per esempio, il paziente viene sollecitato, all'inizio della valutazione, ad apporre delle domande su se stesso e su cosa vorrebbe capire meglio a proposito di se stesso. Inoltre, anche alla conclusione del percorso psicodiagnostico, nella cornice del collaborative assessment, il paziente è stimolato ad esprimere i suoi pareri e a fare nuove domande sulla valutazione, con un ingaggio che rende la relazione tra clinico e paziente più significativa di quanto non sia nelle valutazioni mediche o anche nelle valutazioni psicodiagnostiche di tipo più tradizionale.

Uno degli obiettivi del collaborative assessment è quello di favorire l'empatia per il paziente e di favorire nel paziente stesso, alla conclusione del percorso psicodiagnostico, un'impressione di sé un po' migliorata e bonificata rispetto alle preoccupazioni e alle mortificazioni che spesso accompagnano il disturbo psicopatologico, per lo stigma sociale che spesso questo comporta.
Intervista realizzata dalla
Redazione del Centro HT


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