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Centro Studi Internazionale VIC-Italia: Vissuto Immaginativo Catatimico - Padova (Montegrotto Terme)

Centro Studi Internazionale VIC-Italia
Vissuto Immaginativo Catatimico

DIREZIONE
Padova (Montegrotto Terme): Corso delle Terme, 136/C - cell 333.9455084
www.vic-italia.eu

Il VIC nella costruzione e perdita dell'identità: simboli di rinascita e trasformazione
di Marisa Martinelli


Dott.ssa Marisa Martinelli
Psicologa e Psicoterapeuta

Il VIC nella costruzione e perdita dell'identità: simboli di rinascita e trasformazione

Introduzione
Sappiamo quanto un evento di vita improvviso, come la perdita di un compagno, una separazione, qualcosa di vissuto come una "perdita inaspettata", che ci trova quindi impreparati, costituisca un trauma, a livello profondo.
Malattie invalidanti, lutti, distacchi violenti hanno un impatto traumatico, pertanto, il dramma della crisi, le angosce di morte e il senso di impotenza coinvolgono e sovrastano la personalità ed è alquanto difficile, in questo stato di prostrazione, avviare un cambiamento o una trasformazione.
Si tratta di drammi molto forti, pesanti, e il lavoro quotidiano con questi pazienti è altrettanto attivante per il terapeuta.
La perdita di una funzione, una malattia o eventi della vita (cambi di ruolo in famiglia, al lavoro, di cultura) inducono essi stessi importanti trasformazioni dell'identità vissuti spesso con drammaticità (Faretta, 2014)1 pertanto comportano la necessità di strategie di cure.
Il trauma di per sé sollecita il sistema difensivo antico della "dissociazione" portando disgregazione delle parti della personalità.
"Il trauma si manifesta nel corpo, è una reazione istintiva e inconscia che, se rimane incapsulata nella mente senza essere stata elaborata completamente, continua ad influenzare il network psiconeuroendocrinoimmunologico" (Van der Kolk, 2015)2
La persona si trova a vivere una specie di vero e proprio terremoto dell'anima; dolore emotivo e vissuti di impotenza sono le sensazioni più terribili che un essere umano possa tollerare.
Quali risorse abbiamo a disposizione per aiutare le persone ad affrontare le diverse forme di sofferenza? La Psicologia ha portato a grandi progressi, sono state fondate molte scuole di pensiero e metodi scientifici (l'Ipnosi clinica, la Gestalt, il Comportamentismo e il Costruttivismo, l'EMDR, la Psicoterapia Sensomotoria e il funzionalismo e molte altri indirizzi) di provata efficacia, ma la complessità dell'essere umano mi ha indotto, nel corso della mia formazione, ad acquisire diverse metodologie da utilizzare caso per caso nelle diverse fasi della terapia allo scopo di superare i problemi che si incontrano nell'accedere ai target psico-emozionali: sono questi, infatti, a costituire la vera radice del problema.
Vi parlerò del caso di una giovane donna in cui la tecnica VIC integrata con altre metodiche (approccio psicodinamico, Psicoterapia Sensomotoria, EMDR), ha avuto un ruolo particolare nella terapia.
Il caso descritto riporta le fasi del percorso terapeutico sviluppato tramite l'immaginazione e i disegni.
Mi è sembrato particolarmente significativo il fatto che la paziente mi abbia permesso di condividere in live vissuti e stati d'animo disorientanti e destabilizzanti causati da improvvise sfide della vita capitate mentre era in terapia.
Passato, presente e futuro si sovrapponevano alternandosi a panorami e scenari nascosti fino a quel momento privi di parole perché l inguisticamente inaccessibili.
Il VIC è il mezzo simbolico che si inserisce nella storia di sviluppo di questa persona per guidarla verso azioni e comportamenti adattivi, affrontare le ombre e le sfide della vita anziché evitarle.
Gli studi dimostrano infatti che portare il linguaggio a entrare in relazione con le esperienze angoscianti - una caratteristica essenziale della mentalizzazione esplicita - può ridurre il loro impatto neuronale: soggetti a cui erano state mostrate immagini sconvolgenti e istruiti a descriverle, hanno mostrato un'attivazione inferiore dell'amigdala, rispetto a soggetti che erano stati esposti alle immagini senza l'istruzione di verbalizzarle.
Studi come questi portano argomenti a sostegno di un approccio integrato al trattamento sia dall'alto verso il basso, sia dal basso verso l'alto.3
Il setting con l'immaginazione, la messa in condizione, (rilassamento, osservazione e verbalizzazione delle sensazioni e dei vissuti) riduce l'attività dell'amigdala; mentre, la narrativa condivisa e il linguaggio metaforico stimolano la capacità di simbolizzazione del paziente.
Perdita, costruzione e ricostruzione dell'identità
"Il sogno è il teatro dove il sognatore è allo stesso tempo sia la scena,
l'attore, il suggeritore, il direttore di scena, il manager,
l'autore, il pubblico e il critico"

C.G. Jung
Presentazione del caso clinico: Piera, 34 anni
Piera, una donna di 34 anni, si presenta in terapia con l'obiettivo di chiarire una relazione extraconiugale che ha intrapreso da qualche mese.
Questo desiderio di comprendere la situazione sentimentale attuale la spinge a riflettere sulla sua vita matrimoniale, dalla quale desidera separarsi, poiché non si sente più innamorata del marito.
I due sono sposati da cinque anni, e la loro relazione è caratterizzata da una stretta dipendenza reciproca, soprattutto in seguito a una grave depressione del marito, che ha comportato ricoveri ospedalieri.
Il marito, inoltre, ha recentemente perso entrambi i genitori, aumentando il senso di responsabilità di Piera nei suoi confronti, che le muove un senso di accudimento fraterno.
Condizioni psico-fisiche: Piera è in buona salute fisica, con una lieve miopia e soffre di allergie stagionali.
Riferisce tristezza, stanchezza e qualche bevuta di troppo nei fine settimana.
Storia familiare e background psicologico:
Piera si sente intrappolata nel matrimonio a causa di un profondo senso di colpa e teme di lasciare la casa dove ancora vive con il marito.
Questa situazione la porta a isolarsi, a non affrontare direttamente i suoi sentimenti e a cercare di sfuggire al vuoto emotivo con uscite serali frequenti e abuso di alcol.
Attraverso i primi colloqui, emerge che la solitudine e il disagio attuali riattivano esperienze di distacco traumatico vissute durante l'infanzia, in particolare nell'epoca dell'asilo.
Piera è la primogenita, con una sorella minore di due anni.
La sua infanzia è stata caratterizzata dall'assenza di una madre molto impegnata sul lavoro, e dall'essere affidata alla nonna, che soffriva di disturbi dell'umore.
Crescendo, Piera si è sentita responsabile della sorella, percependo la fragilità delle figure parentali da cui lei e la sorella dipendevano.
È sempre stata brava a scuola e, non appena possibile, ha cercato l'autonomia economica e sociale, ma i traumi infantili hanno lasciato profonde cicatrici emotive.
Ha vissuto un aborto durante una relazione precedente, un evento che ha segnato ulteriormente il suo vissuto emotivo.
Conflitti psicologici e schema relazionale:
Secondo i criteri dell'OPD (2006), il conflitto centrale di Piera si situa tra il desiderio di "prendersi cura di sé" e il "bisogno di autonomia".
Lo schema relazionale che si ripresenta nelle sue relazioni, specialmente con gli uomini, è di tipo simbiotico: Piera tende a prendersi cura dell'altro in una dinamica di contro dipendenza, dove dipende emotivamente da chi dipende da lei.4
Sviluppo della terapia:
La terapia VIC, con un orientamento psicodinamico, mira a promuovere una maggiore differenziazione e individuazione personale, basata su un accresciuto senso di sicurezza e fiducia in se stessa, riconoscimento del proprio valore e l'autostima.
L'obiettivo è aiutare Piera a maturare attraverso gli stadi di sviluppo più avanzati, riconoscendo e valorizzando i propri bisogni distinti da quelli degli altri.
Prima fase della terapia VIC: immaginazione guidata e lavoro simbolico
La terapia con Piera inizia con il "Test del Fiore," una tecnica di immaginazione guidata volta a esplorare le capacità simboliche e sensoriali della paziente. Piera immagina un girasole rivolto verso il sole, isolato in un vuoto attorno, un'immagine che comunica ottimismo e speranza ma anche un senso di solitudine.
Questo porta Piera a riflettere sulla sua angoscia del vuoto, esprimendo la difficoltà nel tollerare spazi vuoti nella sua vita emotiva, che cerca costantemente di riempire con attività o relazioni.
Successivamente, con il motivo dell'albero, Piera visualizza una quercia su un colle sotto un cielo minaccioso, preannunciando una tempesta.
Questa immagine rispecchia la sua situazione reale, dove sente la necessità di protezione e di stabilire confini sani tra sé e gli altri.
Piera inizia a riconoscere che il suo pattern relazionale, centrato sul prendersi cura dell'altro, le impedisce di seguire il suo impulso naturale verso l'autonomia e l'individuazione.
Motivo "Prato" ed espressione simbolica:
Motivo Prato ed espressione simbolica
Durante la seduta successiva, Piera porta due disegni basati sull'immaginazione del "Prato".
Nel primo (fig. 1), rappresenta un prato con una chioccia e i suoi pulcini, simbolo della sua fragilità e del bisogno di dipendere da altri, anche se è consapevole di dover prendersi cura degli altri.
Un cane e un cavallo nel recinto rappresentano la sua zona di comfort, da cui osserva il mondo esterno.
Nel secondo disegno (fig. 2), Piera si rappresenta mentre cavalca il cavallo verso una montagna, simbolo delle sue aspirazioni, incontrando una fata lungo il percorso che le infonde coraggio (che associa alla terapeuta).
Questi simboli (pulcini, cavallo, fata) rappresentano nuove possibilità di vissuti, aprendo la strada a una ristrutturazione delle esperienze passate e facilitando l'emergere di un senso di autonomia.
Piera comincia a prendere decisioni concrete, come comunicare al marito la sua intenzione di separarsi, sentendosi più sicura di trovare uno spazio per se stessa.
Elaborazione del lutto e prosecuzione del percorso:
Alcuni mesi dopo l'inizio della terapia, il marito di Piera si suicida. Questo evento drammatico l'ha fortemente scossa, non solo ma ha riattivato nuclei traumatici, che hanno potuto manifestarsi ed essere elaborate attraverso l'immaginazione simbolica durante le sessioni con il VIC.
Inoltre l'espressione artistica, le ha permesso di scaricare lo stress e alleggerire il carico emotivo.
La costruzione di "immagini benefiche" come ruscelli e laghi aiuta a regolare l'umore e a combattere il senso di impotenza che accompagna le difficili sfide della vita.
Motivo "Un nome" e riflessione sull'identità:
Motivo Un nome ed espressione simbolica In questa fase avanzata della terapia, Piera inizia a lavorare sull'identità e sulle radici dei suoi vissuti relazionali interiorizzati attraverso il motivo "Un nome".
Piera immagina la scritta "LAS VEGAS", che le evoca una città silenziosa e cupa, con persone indifferenti alle sue richieste di aiuto.
Questo scenario simbolizza un'atmosfera di solitudine e incomunicabilità che Piera associa alla sua nascita, avvenuta in un contesto familiare segnato da lutto e depressione.
Questa immaginazione rivela quanto la mancanza di rispecchiamento adeguato da parte della madre durante i primi mesi di vita abbia influenzato la costruzione di un'identità solida.
Il trauma relazionale precoce, la depressione materna, e il ruolo inverso di Piera che, da bambina, si prendeva cura della nonna depressa, hanno contribuito a formare un sé apparentemente funzionante ma fragile e dipendente dai bisogni altrui.
Conclusione della prima fase:
La prima fase della terapia è stata dedicata al rafforzamento dell'alleanza terapeutica, alla stabilizzazione emotiva e all'analisi della storia familiare di Piera.
L'uso di motivi simbolici semplici ma potenti ha permesso a Piera di accedere a una ristrutturazione dei suoi schemi di attaccamento e di sviluppare un senso più forte di sé.
L'introduzione di motivi più complessi e l'attenzione alle dinamiche identitarie preparano il terreno per affrontare i temi più problematici e per continuare il percorso di crescita personale e autonomia emotiva.
Nella seconda fase della terapia di Piera, dopo l'elaborazione del lutto per la perdita del marito, emerge una significativa difficoltà nel lasciarsi coinvolgere affettivamente in una nuova relazione intima.
Questo blocco sembra radicato in una complessa rete di ruoli che Piera ha assunto nel tempo, ruoli che l'hanno allontanata dal proprio Sé.
Il percorso terapeutico in questa fase si focalizza sul rafforzamento dell'identità di Piera attraverso l'esplorazione delle matrici delle sue relazioni familiari interiorizzate.
Motivo "Un nome"
Per affrontare questi temi profondi, viene introdotto il motivo "Un nome" nel processo di Immaginazione Guidata Catatimica (VIC).
Questo tema simbolico serve per lavorare sull'identità di Piera e per evocare i vissuti associati alla sua immagine di sé.
Il compito era immaginare una scritta con il proprio nome, che ha portato Piera a creare un disegno intitolato "Las Vegas - Regressione e Progressione".
Immaginazione e interpretazione
Nell'immaginazione, Piera descrive una città buia e silenziosa, un luogo in cui le persone sono indifferenti e lei si sente persa, cercando di raggiungere una festa senza successo.
Questo scenario la porta a riflettere su una connessione con la sua nascita: "compio gli anni a fine marzo, ma mi hanno raccontato che dovevo nascere i primi di marzo, quando invece è stato fatto il funerale del nonno materno".
L'atmosfera cupa e mesta del disegno simboleggia l'ombra del lutto che ha accompagnato la sua nascita, influenzando profondamente il suo senso di identità.
La madre di Piera, depressa per la perdita del padre durante la gravidanza, non ha potuto fornire a Piera il rispecchiamento adeguato necessario per sviluppare una solida immagine di sé.
Questo trauma relazionale precoce ha lasciato Piera con un Sé funzionante solo in superficie, apparentemente adattato ma in realtà dipendente e bisognoso di conferme esterne.
Integrazione terapeutica
La terapia si concentra quindi sull'integrazione di questi vissuti attraverso l'uso del simbolo, dell'immaginazione guidata, e il disegno permettendo a Piera di esplorare e dare forma e significato alle emozioni represse.
Questo processo di rappresentazione simbolica dei traumi passati, attraverso il "palcoscenico della mente", rende questi vissuti tollerabili e grazie alla presenza sintonizzata del terapeuta li rende accessibili per l'elaborazione e l'integrazione.
Il percorso con il VIC continua attraverso gli altri motivi base: prato, ruscello, montagna, e bordo del bosco, permette esperienze correttive che ricostruiscono un modello di attaccamento più sano.
Solo dopo aver stabilizzato queste basi si può passare a temi più avanzati e complessi, per favorire un ulteriore sviluppo personale e la ristrutturazione dell'immagine di sé.
In questo processo, passato, presente e futuro si riconnettono, permettendo a Piera di sperimentare gioia e piacere nel presente senza il peso del senso di colpa, e facilitando una ristrutturazione positiva della sua identità.
Nella fase avanzata della terapia di Piera, il percorso terapeutico si arricchisce ulteriormente attraverso esperienze emozionali correttive, che permettono una ristrutturazione profonda dell'identità e delle relazioni.
L'uso del linguaggio simbolico-metaforico all'interno del processo di Immaginazione Guidata Catatimica (VIC) diventa un mezzo potente per esplorare e trasformare conflitti interiori, creando una sorta di rinascita simbolica.
Ristrutturazione dei Modelli Interni (MOI)Il simbolo della gru
Piera sceglie il simbolo della gru come tatuaggio, che rappresenta un allontanamento o distacco.
Analizzato attraverso il metodo dell'amplificazione di Jung, questo simbolo rivela contenuti legati alla migrazione e al rinnovamento.
Nell'antico Egitto, la gru simboleggiava la primavera e la rigenerazione, essenze di gioia e amore.
Questo simbolo riflette il momento di transizione di Piera, che ritrova la fiducia nella capacità di instaurare una relazione matura con un uomo che, come lei, sta vivendo un processo di separazione e trasformazione.
Ristrutturazione dei Modelli Interni (MOI)
Modelli Interni MOI Attraverso la condivisione empatica delle emozioni e delle sensazioni emerse nelle sessioni di immaginazione, Piera inizia a elaborare vecchi lutti e a ristrutturare modelli interni disfunzionali (MOI).
Il passaggio da relazioni simbiotiche a legami più adulti e autonomi segna un'evoluzione significativa nella sua capacità di relazionarsi.
Questo sviluppo viene supportato dalla terapia, che, grazie all'uso di simboli vivificanti (lago, foresta) permette di stemperare l'angoscia e di offrire nuovi spazi per la crescita personale.
Conclusioni: il potere del linguaggio simbolico
Il caso di Piera dimostra come il linguaggio simbolico-metaforico possa catalizzare il processo di guarigione, condensando in un'immagine l'essenza di un conflitto e permettendo l'affioramento di traumi nello spazio simbolico.
Questo spazio, dove presente, passato e futuro si intersecano, facilita i più evoluti processi di simbolizzazione, offrendo al paziente la possibilità di trasformare la propria identità e aprirsi a nuove possibilità di vita.
La creatività del terapeuta, in questo contesto, si rivela essenziale per rendere il percorso terapeutico un viaggio ricco di colpi di scena, in cui l'immaginario simbolico svolge un ruolo cruciale nel sostenere il paziente e nel promuovere la guarigione e la crescita personale.
Il VIC, con la sua flessibilità, offre uno spazio protetto per esplorare e ristrutturare contenuti psico-emozionali complessi, facilitando una trasformazione profonda e duratura.
Note
  1. E. Faretta, Trauma e malattia. L'EMDR in psiconcologia, Mimesis, Milano, 2014
  2. B. van der Kolk, Il corpo accusa il colpo, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2015
  3. David J. Wallin, Psicoterapia e teoria dell'attaccamento, il Mulino, Bologna, 2009, pag.146
Bibliografia
  • AA.VV., Immagini e fiabe in psicoterapia dell'età evolutiva, Ed. Santa Croce
  • E. Faretta, Trauma e malattia. L'EMDR in psiconcologia, Mimesis, Milano, 2014
  • E. Faretta, Riprendersi la vita. Dal trauma della malattia al ben essere dopo la guarigione, Mimesis, Milano, 2017
  • M. Giannantonio, Memorie traumatiche. EMDR e strategie avanzate in psicoterapia e psicotraumatologia, Mimesis, Milano, 2014
  • A. Guarino, R. Lancellotti, Terapie distrazionali nei contesti clinici, sanitari ed educativi, FrancoAngeli, 2017
  • B. Kirchlechner, Trauma e tecniche immaginative. Modelli di intervento nei disturbi causati da esperienze traumatiche, Consulenza Psicosociale Caritas, Silandro (BZ), Psicoterapeuti in-formazione, 2008, n. 2
  • L. Kottje-Birnbacher, Imaginationen in der psychodynamischen Psychotherapie, trad. italiana: L'immaginazione in terapia psicodinamica, M. Cierpka, Heidelberg Springer-Verlag, 2011
  • G. Lago, Simbolo e mentalizzazione, tratto da: B. Calieri, M.P. Zerella, P. Janiri, P. Petrini, Il simbolo, Ed. Alpes Italia, 2006
  • M.R. Mancinelli, Tecniche d'immaginazione per l'orientamento e la formazione, FrancoAngeli, Milano 2008
  • M. Martinelli, La psicoterapia con il Vissuto Immaginativo Catatimico, Libreria Progetto, Padova, 2009
  • P. Ogden, Psicoterapia Sensomotoria. Interventi per il trauma e l'attaccamento, Raffaello Cortina Editore, 2016
  • Rivista online: www.gitim.eu/it/rivista
  • F. Valtorta, Psicoterapia Immaginativa e Neuro-Psico-Biologia: www.psicologia-psicoterapia.it/articoli-psicoterapia/sispi-psicoterapia-immaginativa-neuropsicobiologia.html
  • B. van der Kolk, Il corpo accusa il colpo, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2015
  • David J. Wallin, Psicoterapia e teoria dell'attaccamento, il Mulino, Bologna, 2009
  • C. Widmann, Le terapie immaginative, Magi Edizioni, Roma, 2015
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Padova (Montegrotto Terme): Corso delle Terme, 136/C - cell 333.9455084
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