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INDIRIZZO TEORICOSul piano teorico e' dagli anni '60 che, con Erikson, si e' restituita importanza alla concettualizzazione e allo studio di tutte le fasi del ciclo vitale ed a considerarle provviste di una loro specificita' e significativita'.Sviluppando la sua complessa concezione epigenetica, pur partendo dalle posizioni freudiane sulle fasi psicosessuali, Erikson ha certamente arricchito profondamente il quadro per molti versi convenzionale che Freud aveva dato dell'adolescenza nei "Tre saggi sulla teoria della sessualita'". Per l'adolescenza, infatti, mentre la sua fase specifica consisterebbe, rispetto ad altre epoche dell'esistenza, nella "fedelta'" (fedelta' che "conserva un saldo rapporto sia con l'infantile fiducia di fondo, sia col piu' moderno sentimento di fede" Erikson, 1982), risulta comunque centrale il problema dell'identita' e delle sue distorsioni patologiche nella dispersione identificatoria (identity diffusion). Questo aspetto e' stato successivamente tenuto molto presente, nell'ambito della psicoanalisi americana, da Kernberg, sia per cio' che riguarda la diagnosi e la prognosi, sia per la scelta del tipo di psicoterapia da utilizzare nelle patologie giovanili. Ma, in generale, l'approccio di Erikson ha molto contribuito a dare nuovi significati a quello che, comunque, e' uno dei punti di merito della teoria psicoanalitica e cioe' quello di essere oltre una teoria clinica, una teoria del conflitto, della patologia e della tecnica del trattamento anche una teoria evolutiva. Questo interesse agli aspetti evolutivi ha certamente guidato, ad esempio, i Laufer, che partono dalla tradizione della Hampstead Clinic di Londra, fondata da Anna Freud, nell'osservazione accurata delle patologie adolescenziali e che li ha condotti a valorizzare l'esperienza puberale, l'impatto delle prime eiaculazioni e del menarca, come momento decisivo, al di la' delle esperienze della prima infanzia, per il riassetto della personalita' oltre che per l'instaurarsi di eventuali patologie. Viene, in tal modo, mantenuto fermo il punto di vista freudiano che l'Io e' essenzialmente derivato da sensazioni corporee, e tuttavia si sottolinea che esse, durante la puberta', sono cosi' radicalmente nuove da non essere assimilabili a quelle gia' vissute nell'infanzia. Nella posizione dei Laufer che, dal punto di vista del modello di sviluppo, potrebbe essere definita moderatamente "discontinuista", viene valorizzata, come e' noto, la classica impostazione freudiana centrata sul mondo intrapsichico: la loro proposta e', infatti, di esplorare il mondo interno dell'adolescente, con la sottolineatura dell'assoluta peculiarita' della fantasia masturbatoria centrale in questo periodo. La teoria dello sviluppo adolescenziale piu' recente, di derivazione kleiniana, e per molti versi la piu' originale, quella di Meltzer, aveva enfatizzato la poca trattabilita' dell'adolescente, descritto in una lotta con gli adulti di tale forza e complessita' da lasciare poco spazio alla possibilita' di poterlo avvicinare. Questa visione "romantica" dell'adolescente-quasi-psicotico, portava Meltzer ad enfatizzare l'instabilita' emozionale dell'adolescente. Il suo "continuo malcontento", la considerevole scissione nel Se' e gli oggetti che caratterizza il suo stato mentale, dice, come e' noto, Meltzer, fa si' che il centro di gravita' dell'esperienza di identita' oscilli, nell'adolescenza, continuamente e spinga il giovane ad utilizzare il gruppo per elaborare il proprio senso di identita'. Un punto di vista notevolmente diverso da quello dei Laufer, dunque, con minore sottolineatura delle radici corporee dell'esperienza mentale ma con una decisa valorizzazione del contesto in cui l'adolescente vive. Questa attenzione al contesto, completamente assente nel lavoro dei Laufer, nella visione meltzeriana dello sviluppo e' estremamente articolata: dalla famiglia al gruppo, dal gruppo alla comunita'. L'attenzione al mondo interno dell'adolescente rimane certamente in primo piano nelle sue teorizzazioni e questo, tuttavia, non impedisce a Meltzer di tenere a mente la realta' esterna almeno nell'interazione che l'adolescente vive con i gruppi importanti per il suo sviluppo, quello familiare e quello dei pari. Gli studi etologici hanno, nel frattempo, introdotto profonde modificazioni nel modo di studiare il rapporto tra individui e ambiente e le nuove prospettive indicano con chiarezza l'utilita' di considerarli come costituenti un unico sistema e di tenere presente la reciprocita' e la cumulativita' delle interazioni: gli effetti dunque che i genitori hanno sui figli ma anche quelli che questi ultimi hanno sui genitori. Si delinea con accuratezza crescente, la possibilita' di identificare un ciclo evolutivo della famiglia e uno spazio delle relazioni familiari occupato, in un certo periodo, dalla "crisi adolescenziale", ma anche dalla "crisi genitoriale". Quando i genitori utilizzano i figli adolescenti per agire attraverso di essi conflitti personali non risolti e riattivati dall'adolescenza del figlio, i compiti evolutivi che l'adolescente ha di fronte a se' (ad esempio la graduale separazione dalla famiglia, una tappa certamente indispensabile per realizzare un'identita' personale) non risultano facilitati. Specie in famiglie fragili, il processo di separazione e individuazione dell'adolescente, nella misura in cui si presta ad essere sentito come una minaccia, puo' essere in molti modi rallentato od ostacolato. Questi ultimi trent'anni di ricerche sulla relazione madre-bambino sono stati estremamente fecondi nel rivoluzionare le concezioni sulle prime fasi dello sviluppo: lo studio dei legami affettivi con le figure primarie di accudimento (che ha messo in luce l'importanza della complessita' delle configurazioni affettive, al di la' dell'angoscia, nello sviluppo della mente), ha confermato la loro importanza e la loro stabilita' nel tempo. Si e' anche evidenziato che per stabilire legami con altri esseri umani devono potersi sviluppare sistemi motivazionali altrettanto importanti di quello dell'attaccamento. Ma i sistemi motivazionali, come ad esempio la capacita' di saper esplorare l'ambiente, sono influenzati dalla capacita' della famiglia di adeguarsi alle nuove necessita' evolutive dell'adolescente, a proporsi e ad essere utilizzata come "base sicura" alla quale, periodicamente, l'adolescente puo' tornare. Le modalita' con cui avviene questa seconda "separazione e individuazione", la ristrutturazione dell'identita' in relazione alle modificazioni del Se' corporeo, le modalita' con cui vengono rinegoziati i rapporti all'interno del nucleo familiare, come si ristrutturano i confini dell'individuo e del gruppo familiare, tutto cio' deve essere oggetto di accurata indagine per valutare la struttura della personalita' di un adolescente in conflitto con il suo ambiente sociale e per stabilire quanto sia determinante il contributo della famiglia alla psicopatologia dell'adolescente e per valutare il tipo di trattamento eventualmente proponibile. I dati provenienti dagli studi longitudinali tendono a confermare la originaria raccomandazione di Anna Freud a non patologizzare l'adolescenza. COMITATO DIRETTIVOSergio Muscetta (Direttore)Enrico De Vito SEDE DIDATTICARoma: le lezioni si svolgeranno presso la sede della scuola, Via Costabella, 12.ORE COMPLESSIVE ANNUECirca 20 incontri che avranno cadenza quindicinale e saranno articolati sulle giornate di venerdi' (13-20) e sabato (8:30-18:30).PROGRAMMA
NUMERO ALLIEVI PER ANNO DI CORSOOgni anno saranno accettati 20 allievi (80 nei 4 anni).TIROCINIOL'allievo dovra' svolgere un tirocinio di 200 ore annue presso un Servizio Pubblico, convenzionato con la Scuola.SUPERVISIONEOltre alle ore di insegnamento e alle discussioni cliniche in gruppo, gli allievi dovranno discutere con 2 diversi supervisori, scelti tra i Didatti della scuola, o, a richiesta, per i fuori sede, con colleghi indicati dalla Direzione della Scuola, 2 casi di adolescenti in trattamento.Ogni supervisione deve avere una durata di almeno 45 ore. FREQUENZA ED ESAMIPer poter accedere all'anno successivo e' indispensabile aver frequentato almeno il 70% delle lezioni.Alla fine di ogni anno una prova scritta ed un colloquio consentiranno ai Didatti della Scuola di valutare gli allievi per il passaggio all'anno successivo. La frequenza ai tirocini e' obbligatoria. Al termine del quarto anno la preparazione e la discussione della tesi consentiranno di valutare l'idoneita' dell'allievo a conseguire il titolo rilasciato dalla Scuola. REQUISITI DI AMMISSIONEPossono iscriversi alla Scuola di Psicoterapia dell'Adolescenza e dell'Eta' Giovanile a indirizzo Psicodinamico i laureati in Medicina e Chirurgia o in Psicologia e abilitati all'esercizio della professione, con un trattamento personale bisettimanale, in corso o da iniziare, presso un Membro di una Societa' di psicoanalisi o di psicoterapia ad indirizzo psicodinamico riconosciuta a livello nazionale.Tale trattamento deve avere la durata almeno di 300 ore. In caso di eccedenza di richieste la scelta avverra' sulla base della valutazione del curriculum presentato e di un colloquio di ammissione. MODALITA' DI ISCRIZIONELa domanda di ammissione, con il Curriculum vitae et studiorum, deve essere presentata alla segreteria SPAD, Viale delle Milizie, 138 - 00193 Roma.COSTIPer la partecipazione alla Scuola la quota annuale e' fissata in € 3.900 da pagarsi in un'unica soluzione.Sono escluse da questa cifra le supervisioni individuali. Scarica il modulo di iscrizione: Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell'eta' evolutiva, indirizzo Psicodinamico - Roma.
SPAD: Scuola di Psicoterapia dell'Adolescenza e dell'Eta' Giovanile a indirizzo Psicodinamico Roma: Via Costabella, 12 - tel/fax 06.37352022 - 06.37516311 www.spadscuola.it |