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Il Ruolo Terapeutico di Genova: Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica - Genova

Il Ruolo Terapeutico di Genova
Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica

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Genova: Via XX Settembre, 32/5 - tel./fax 010.4074044 - cell. 339.6449262
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Le Vittime di Narciso
di Federica Roselli


Articolo tratto dalla rivista Varchi - Tracce per la Psicoanalisi, nr. 9 - 2012
Semestrale de' Il Ruolo Terapeutico di Genova, Stefano Termanini Editore
Dott.ssa Federica Roselli, Psicologa Psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico


Le tematiche emerse durante le ore di formazione specifica mi hanno spinto a riesaminare le caratteristiche del Disturbo Narcisistico di Personalità e, in particolare, gli effetti e le conseguenze provocate nei familiari e nei partner delle persone con tale patologia.
Durante l'esposizione di alcuni casi clinici ho notato, infatti, la presenza di un "comune denominatore" molto interessante: la maggior parte dei pazienti in questione si era rivolta al terapeuta per problematiche o sintomi la cui origine era riconducibile al comportamento eccessivamente controllante, critico, intrusivo, ambivalente e manipolatorio del coniuge/partner (attuale o ex), o dei genitori/familiari.
Stimolata da questo particolare riscontro e dall'odierno aumento di diffusione di tali tratti di personalità, ho deciso di approfondire l'argomento.

Il Trauma da Narcisismo - TdN
"Non sta bene che l'oggetto idealizzato...
mostri la sua indipendenza, la sua separatezza,
la sua libertà dal controllo onnipotente
".
(D.W. Winnicott)
Un contributo che ho trovato molto utile nel chiarire queste dinamiche è l'articolo "Bugiardi, ipocriti, manipolatori affettivi. Saperne di più per potersi difendere" dello Psicoterapeuta Pietro Brunelli.
In particolare, sono due i concetti che ritengo fondamentali:
  • La necessità di identificare come Trauma da Narcisismo (TdN) la sindrome traumatica specifica che presentano le cosiddette "vittime" del Narcisista patologico.
  • Il tenere presente che la vittima si trova ad affrontare un "doppio trauma" (abbandonico e TdN), al fine di una maggior comprensione, un sostegno più valido ed un trattamento più consapevole (da parte del terapeuta, ma anche del paziente) e quindi complessivamente più efficace.
Secondo l'Autore, tale sindrome è caratterizzata da uno o più dei seguenti sintomi: un persistente stato d'angoscia, il pensiero ossessivo del fantasma del narcisista (del quale non si riesce a comprendere la crudeltà), attacchi di panico, depressione, ansia, disturbi del sonno, disturbi dell'alimentazione, comportamenti compulsivi (guida pericolosa, abuso di farmaci, droghe e alcolici), pensieri suicidari, difficoltà a stare da soli e/o in compagnia, disturbi della sfera sessuale, deterioramento delle relazioni familiari e delle amicizie, difficoltà nella vita lavorativa e nella capacità di concentrarsi, paura di luoghi e oggetti che rievocano il narcisista traumatizzante.
Focalizzandosi sul rapporto di coppia, Brunelli ipotizza che venga subìta una vera e propria mortificazione interiore dell'amore: una tragica sensazione di dolore, pericolo, solitudine, ansia, depressione, vergogna, spesso accompagnata da idee di fuga o suicidarie, dal tentativo di calmarsi con psicofarmaci, alcol, droghe, autolesionismo, paura di impazzire e senso di "morte vivente".
È come se le persone vicine al Narcisista fossero state infettate/intossicate attraverso la relazione.
Tale "infezione" porterebbe alla progressiva perdita delle "difese immunitarie" nei loro punti deboli.
Per tale ragione si intensificherebbero, pericolosamente, eventuali problemi psicologici latenti.
Roberto Filippini sembra riferirsi allo stesso processo descritto da Brunelli: «A poco a poco viene spezzata ogni sua iniziativa, ogni manifestazione del suo ordine mentale, ogni stato d'animo che venga dall'intimo di un Sé autonomo. Tutto ciò avviene in modo quasi automatico, con l'innocenza incurante e inconsapevole con cui un sistema anticorpale, automaticamente e sistematicamente, circonda il suo antigene e lo fagocita, lo paralizza, lo scioglie».
Bisogna infatti tenere presente che la vittima ha, a sua volta, problematiche latenti nelle quali il Narcisista è riuscito ad immettere i suoi influssi.
A questo punto diventa essenziale differenziare la situazione, comprendendo che, da una parte vi sono le complicazioni indotte dall'introiezione dell'oggetto narcisista malato, ma dall'altra vi sono problemi personali del paziente che, venuti a galla, sarebbe meglio affrontare.
In tal senso Filippini afferma: «Chi viene sedotto narcisisticamente possiede infatti una sua tensione narcisistica alla grandiosità, all'ideale, al tutto, una sua difficoltà a percepire i propri limiti e i propri desideri - è anch'egli alla ricerca di uno specchio o di essere a sua volta uno specchio, il suo narcisismo è complice nel costruire un mondo di specchi».
In effetti solo dopo aver a fondo compreso la patologicità del partner, si arriverà a capire che questi si è approfittato di una ferita narcisistica (carenza o disequilibrio d'amore verso se stessi) che è stata trascurata o della quale non si era a conoscenza.
Brunelli ritiene che al fine di attivare correttamente gli "anticorpi psichici" sia necessario capire che il partner narcisista introiettato è un oggetto idealizzato malato.
La vittima deve assolutamente al più presto liberarsi dell'oggetto interno malato, cioè dell'immagine del narcisista amato, ormai introiettata; quest'ultima, infatti, prende via via la forma di un fantasma persecutorio e angosciante che nel dolore e nell'inquietudine tiene costantemente viva la sua immagine.
Per tali ragioni la vittima continuerà a sperare che l'altro guarisca, credendo che solo così si potrà salvare dalla sofferenza.
Ma un'autentica guarigione sarà possibile solo comprendendo che ciò che deve guarire è il narcisista "oggetto interno", ovvero una parte di sé che è stata infettata dal Narcisista, indipendentemente dal destino di questi.
Un altro aspetto sottolineato dall'Autore che ritengo sia importante considerare è il doppio trauma che viene necessariamente vissuto.
Infatti, a fronte dei frequenti distacchi e abbandoni tipici di tale disturbo, la vittima si troverebbe ad affrontare sia il Trauma abbandonico, già di per sé molto doloroso sia il Trauma da narcisismo.
Agendo sulla sfera affettiva, il Trauma da Narcisismo determina il perpetuarsi del Trauma abbandonico che, nelle relazioni disturbate dal Narcisismo patologico, si percepisce anche durante una relazione affettiva come continua "minaccia abbandonica" alla quale segue uno shock finale, o numerosi devastanti "tira e molla" destabilizzanti l'equilibrio affettivo e sessuale.

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