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Psicomotricità funzionale
di Guido Pesci


Prof. Dr. Guido Pesci
Direttore Scientifico "Scuola Jean Le Boulch"
didatta formatore riconosciuto con atto olografo dal prof. dr. Jean Le Boulch.


L'uomo ha da sempre sentito la necessita' di consolidare basi scientifiche, principi e metodi per mantenere il corpo sano ed efficiente. Dalla civilta' della paideia abbiamo assistito ad un confronto serrato e ad un fermento fra fautori di scienze diverse e l'alternarsi del dominio della ginnastica medica con quello dell'educazione fisica, una conflittualita' che non e' cessata neanche dopo gli innovativi orientamenti che hanno sostanziato la psicomotricita'.
Dalla seconda meta' del Novecento, anche gli psicomotricisti, riuniti in associazioni, hanno animato contrasti e opposizioni tra diverse concezioni e correnti di pensiero e distinta la psicomotricita' in educativa, rieducativa, terapeutica e perfino psicoterapeutica oltre che in ragione dell'eta' dei soggetti con cui lavorare.
Diverse matrici di azione e di idee che Jean Le Boulch ha ritenuto fosse indispensabile arginare con diversi integrativi principi e processi d'azione, per questo ha creato la "scienza del movimento umano". Una disciplina basata sul principio dell'educazione globale dell'uomo, contraria ai criteri tecnicistici di intervento e ad ogni produzione del corpo umano sottomessa alle leggi del rendimento; postulati che hanno sostanziato e concretizzato la psicomotricita' funzionale.

Influenti integrazioni
Il rinnovamento scientifico dovuto a Jean Le Boulch ben si desume dai nuovi importanti contributi e dalle influenti integrazioni che suffragano e sviluppano scienza e metodo, come gia' si legge in una sua prima definizione della Psicomotricita' Funzionale:
"La psicomotricita' funzionale non e' una facolta' particolare ne' una tecnica, e' un procedimento globale e pluridisciplinare che tiene presenti gli sforzi d'aggiustamento motorio del soggetto nelle diverse situazioni in cui e' chiamato a risolvere il problema in base a quella situazione e contribuisce all'organizzazione funzionale e alla condotta dell'atteggiamento umano, sia che essa sia strumentale o mentale. La psicomotricita' funzionale si applica sia a coloro che hanno uno sviluppo normale o che presentano disarmonie o sono disabili, e a soggetti di ogni eta', lo scopo non e' l'apprendimento di una cosa, ma l'agire sullo sviluppo funzionale della persona al fine di facilitarle l'apprendimento. [...]
La mia posizione e' vicina a quella di Wallon, che ha difeso la necessita' di un'educazione attraverso il movimento, la cui base e' rappresentata dall'educazione psicomotoria che si applica a tutti i soggetti in sviluppo. La finalita' della nostra azione sull'uomo e' lo sviluppo della persona, come condizione di un migliore adattamento del comportamento alle norme socio-culturali e dell'acquisizione della responsabilita' nel quadro della vita sociale.
" (Le Boulch, UPD)
Principi guidati e sostanziati dalla pluridisciplinarita' e dai dati scientifici acquisiti dalle scienze umane e dalle scienze biologiche o neuroscienze, con il sostegno dei contributi pedagogici di John Dewey (1859-1952) e di quelli, sia pedagogici che psicologici, di Édouard Claparède (1873-1940), con cui ha legittimato il termine "funzionale" dato alla psicomotricita'.

Il contributo delle scienze
Le Boulch con Dewey condivideva il concetto di adattamento, ossia l'importanza per un individuo di adattarsi all'ambiente sociale, e di Claparède ha accolto la concezione funzionale che mette l'accento sull'importanza di partire dai bisogni per sollecitare l'attivita' e di tener conto dello sforzo che il soggetto compie per soddisfare le proprie coesistenti necessita' biologiche e sociali.
Due teorie complementari tra loro, la corrente funzionalista americana del Dewey rivolta ad una concezione sociologica, che sostiene il principio che la societa' debba permettere all'individuo di affermarsi in quanto persona e di avere il ruolo che gli compete, che e' quello di essere cittadino di una societa', e il dominante interesse dello svizzero Claparède verso il bisogno della persona di raggiungere il suo scopo. "Un atto - afferma Claparède - deve essere sempre funzionale, cioe' deve avere sempre come caratteristica quella di realizzare i fini capaci di far sviluppare il bisogno che lo ha fatto nascere" (1912 [tr. it. 1952, p. 131]).
Una corrente, quella funzionalista, contraria alle concezioni che hanno alimentato le strategie della pedagogia istruttiva, atomistica, che voleva vedere scomposte le nozioni da imparare, orientata invece a sostenere la concezione di tipo globale che considera la persona nella sua unita' e sostanzia la concezione strutturalista, un principio che fa dire al Le Boulch:
"Il movimento non e' separato dall'organismo, ma il concetto 'migliorare il gesto' deve lasciare il posto a 'migliorare la funzione', comprendere il meccanismo che conduce il movimento a manifestarsi, capire le funzioni che intervengono nella condotta globale, come si organizzano ed entrano in correlazione tra loro."
(Le Boulch, UPD)
Il punto di vista funzionale permette di stabilire leggi che esprimono delle relazioni costanti esistenti tra determinate forme di condotta e determinate situazioni, e Le Boulch non sottrae alla sua scienza il contributo della psicologia della condotta di Edward Tolman (1886-1959), sostenendo che "(...) l'organismo non e' un centro di risposta che ha vita propria, e' un centro di iniziativa, con un fine da raggiungere, supportato da intenzionalita' che nasce con il desiderio di rivedere l'oggetto e di muoversi per andarlo a cercare (7-8 mesi)." (Le Boulch, UPD).
L'individuo, secondo Tolman, e con lui Le Boulch, ha sempre un fine da raggiungere ed ottiene diverse risposte a seconda della propria intenzionalita'. Percezioni e movimenti trovano significato nell'intenzionalita' rappresentata dal carattere espressivo del movimento, quell'intenzionalita' che traduce cio' che il soggetto sente dentro di se', e il movimento prassico in rapporto all'efficacia e' visto come strumento dell'azione nel reale. Quindi, intenzionalita' legata all'affettivita', all'estetica, al movimento, parafrasata dalla condotta, osservata con un lavoro sistemico sulle funzioni e sulle funzionalita'.
"Quando parliamo di condotta - afferma Le Boulch - ci riferiamo ad un gran numero di manifestazioni affettive e cognitive, al linguaggio e al movimento, performances e a movimenti intenzionali che sono la traduzione di tutto cio' che passa nella scatola nera" (UPD) e che Frederik J. J. Buytendjik (1887-1974) ha raccolto in quella che ha definito "funzione di veglia", ossia la funzione psicomotoria che dipende dall'attivita' reticolare influenzata dal movimento espressivo-affettivo, prassico e simbolico. L'intenzionalita' rappresenta l'avvio al processo di aggiustamento (l'accomodamento di Piaget) e della funzione di percezione, che danno modo all'individuo di relazionarsi, con un graduale processo di adattamento, alla realta', funzioni operative di percezione e aggiustamento che si evolvono con la maturazione del Sistema Nervoso Centrale (S.N.C.). Con tali funzioni si sviluppano sul piano motorio il tono e sul piano mentale la vigilanza, come la definiscono i neurologi, o attenzione come viene chiamata in psicologia.
Poche note, che riteniamo sufficienti per evidenziare quanto la psicomotricita' funzionale affidata alla pluridisciplinarieta', si differenzia dai modelli che studiano solo il movimento anziche' l'interfunzionalita' e l'interrelazione delle diverse manifestazioni.

Analisi funzionale
L'analisi funzionale e' un ottimo punto di riferimento per osservare in modo mirato la persona, conoscerne le limitazioni accumulate attraverso varie tappe evolutive, cio' che ne compromette una certa autonomia, la disponibilita' del proprio corpo e ogni nuova capacita' di adattamento all'ambiente. E' dunque un'analisi per scoprire i punti di forza e i punti deboli, tradotti dalla fitta rete delle funzioni biologiche, neurologiche e psico-affettive, che Le Boulch espone nei suoi quadri biologico, neurologico e funzionale.
E' a questi quadri che si collega una cascata di conoscenze e di emergenze da cui non sfugge che ogni individuo ha necessita' di un percorso suo personale e che bisogna intervenire dopo aver osservato la condotta, valutato la qualita' della risposta agli stimoli, conosciuto i processi mentali che la regolano e l'intenzionalita' che conduce all'azione.
Dal professor Le Boulch si ha quindi conferma che deve essere l'analisi funzionale a tener conto:
  • della cronologia dello sviluppo
  • delle particolarita' individuali
  • dell'adattamento alle situazioni problema
  • dell'efficacia della persona, ad intervenire sulla realta', sul recupero, mantenimento o miglioramento del proprio bagaglio funzionale.
Ne deriva che tutti coloro che utilizzano il movimento come supporto per migliorare le funzioni dei soggetti di varie eta' devono conoscere le differenti tappe evolutive delle diverse funzioni e devono essere in grado di compiere un'analisi funzionale per un conseguente intervento indirizzato ad ottenere un opportuno adattamento alle situazioni-problema a seconda delle necessita' dei singoli soggetti.
"Si fa presto a dire che bisogna sviluppare le funzioni, tutti lo fanno, ma il problema diventa piu' difficile quando bisogna dire quale funzione sviluppare e come. Vi suggerisco di tenere sempre presente che la persona nella sua globalita' e' fatta di funzioni diverse che interferiscono fra loro, per questo la strategia funzionale favorisce le iniziative che conducono a mettere in atto un processo mentale, creare armonia nella funzione energetico-affettiva, sollecitare un sano interesse per l'ambiente e una serie di azioni per attivarne lo sviluppo." (Le Boulch, UPD)


Professione di Psicomotricista Funzionale
L'individuo, programmato da ineluttabili messaggi genetici, e' il prodotto unico della propria esperienza e l'intervento dello psicomotricista funzionale e' fondamentale per ristabilire il legame tra l'aspetto affettivo-energetico e quello operativo. L'interazione costante tra questi due aspetti consente alla persona di svilupparsi in maniera affermativa e divenire pienamente efficace nel suo confronto con la realta'.
"L'analisi funzionale ci aiutera' a preparare progetti in cui il movimento, sotto forma di attivita', le piu' idonee ai bisogni ed alle motivazioni dei soggetti, servira' da strumento per consentire alle persone di raggiungere la piena consapevolezza di se' nella propria globalita' e nelle proprie parti ed essere in grado di valorizzare al meglio le proprie risorse funzionali per raggiungere un certo benessere." (ibidem)
Sono esperienze significative quelle stimolate dallo psicomotricista funzionale, che richiedono di lavorare affinche' il corpo riesca a suscitare un'esperienza di se' nuova fino a spingersi ad una riappropriazione della disponibilita' tonico-corporea suffragata dall'intenzione, dall'interesse e dalla motivazione.
Lo psicomotricista funzionale aiuta la persona, sia essa in difficolta' o meno, a valorizzare le proprie risorse per mezzo del movimento in un insieme strutturato in modo da favorirne l'equilibrio dei sistemi funzionali, arricchirne lo sviluppo corporeo, modulare tutte le sue espressioni, accrescerne l'abilita' e la stabilita' emotiva interessandosi ad essa piu' che all'esercizio. Lo psicomotricista funzionale, basandosi sul concetto di trasversalita' dell'educazione tramite il movimento, aiuta coloro che possono essere compromessi nelle funzioni motorie, sensoriali, cognitive e psico-affettive, utilizzando le funzioni integre o alternative e valorizzando sempre piu' le risorse personali, fino a consentire l'acquisizione di una disponibilita' corporea idonea allo sviluppo di competenze operative, il mantenimento dell'unita' e della coerenza della propria persona psichica e sociale. Lo psicomotricista funzionale poggia su principi consolidati e dati teorici convalidati scientificamente e si potenzia con esperienze apprese da un lavoro pratico, i cui risultati, controllabili, hanno avuto modo di garantirne la validita'.

Riferimenti bibliografici
  • Claparède E., L'educazione funzionale, Firenze, Marzocco, 1952.
  • Le Boulch J., UPD Unpublished Private Document, ISFAR - Istituto Superiore Formazione Aggiornamento Ricerca, "Scuola Jean Le Boulch".
  • Pesci G., La psicomotricita' funzionale. Scienza e metodologia, Roma, Armando 2011.
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