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Nuove Artiterapie: La Mediazione Artistica nella Relazione d'Aiuto - Roma

Nuove Artiterapie
La Mediazione Artistica nella Relazione d'Aiuto

DIREZIONE
Roma: Via Costantino Morin, 24 - tel/fax 06.3725626
www.nuoveartiterapie.net

La tecnica del Training Autogeno: applicazioni e implicazioni
di Silvia Adiutori e Marika Massara


Concetti di base
Il Training Autogeno (T.A.), cosi' come proposto e divulgato dal fondatore del metodo J.H.Schultz (1932-1970), e' oggi uno dei metodi psicoterapici piu' facilmente impiegabili nel trattamento di gran parte delle turbe neuropsichiche.
Il T.A. e' uno strumento ormai cosi' diffuso che di esso si avvalgono sia le persone bisognose di riequilibrare funzioni alterate, sia le persone "sane" che desiderano migliorare la propria qualita' di vita.
"Training" = allenamento, esercizio sistematico per la formazione di se stessi (processo che appartiene alle funzioni superiori dell'apprendimento)
"Autogeno" = che si genera da se'
Tutto il cambiamento dell'unita' biopsichica in termini di tranquillizzazione neurovegetativa, di amplificazione di sensazioni, di mutamento dello schema corporeo, di straordinari vissuti psichici e' come se si offrisse al soggetto in modo del tutto spontaneo, come qualcosa che emerga dagli strati psicosomatici piu' profondi dell'organismo senza che si adoperi in nessun modo per favorire tale processo.
Per comprendere che tipo di allenamento e' quello che riguarda il T.A., bisogna rifarsi al concetto di commutazione che vuol dire cambiare uno stato di cose ormai stabilmente strutturato.
  • Dal punto di vista fisiologico cambiano le relazioni fra le strutture del sistema nervoso, soprattutto a livello neurovegetativo.
  • Dal punto di vista psicologico, commutare significa cambiare atteggiamenti mentali radicati, usare in modo diverso il pensiero, l'attenzione, la concentrazione.
Nella vita quotidiana ci si addestra a fare qualcosa, nel T.A. al contrario ci si avvicina verso il non fare.
Con l'allenamento del T.A. conquistiamo la capacita' di staccarci dalla passione di agire, di operare sulla realta' per adattarla ai nostri fini: nel Training Autogeno ci si allena a non allenarsi!
La pratica del T.A. infatti consiste in un "apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica passiva, particolarmente studiati e concatenati, allo scopo di portare progressivamente al realizzarsi di spontanee modificazioni del tono muscolare, della funzionalita' vascolare, dell'attivita' cardiaca e polmonare, dell'equilibrio neurovegetativo e dello stato di coscienza" (L.Peresson).
I principali risultati che si possono ottenere con la pratica del T.A. sono tre:
    1. equilibrio neurovegetativo
    2. stato di calma
    3. modifiche di personalita'
In definitiva, il Training Autogeno si puo' definire come:
"Una Psicoterapia breve, fondata sui principi dell'ideoplasia e della concentrazione psichica passiva, che consente di realizzare, mediante uno speciale allenamento psicofisico, l'equilibrio neurovegetativo, la calma e positive modificazioni di personalita'."
"Ideoplasia" di Forel = capacita' di un elemento ideativo, cioe' immagine, pensiero o concetto di produrre "formazioni", cioe' modificazioni somatiche.
Gli elementi ideativi producono alterazioni dell'organismo percepibili in modo obiettivo e sperimentalmente dimostrabile.
Alla luce di questi riscontri scientifici, si e' presentata la possibilita' di produrre con la mente condizioni psicofisiche di antisteria, antipsicomatosi, antistress.
L'"Effetto Carpenter" (1873) = fa parte dei processi neurofisiologici alla base del processo di generalizzazione ed afferma che la percezione o la rappresentazione mentale di un movimento provocano degli impulsi motori che sono riscontrabili a livello elettromiografico (attivita' dei muscoli).
Immaginare = la rappresentazione di dati sensoriali, non in base all'azione diretta di stimoli sensoriali, ma in base alle tracce residue di precedenti percezioni.
"Concentrazione passiva" = e' un modo di essere della psiche che si esplica in assenza di sforzo, di volonta', di attenzione, di impegno, di azione; questa e' una dimensione naturale dell'uomo che deve solo essere riscoperta.
Rivolgersi in modo disteso e spontaneo verso un processo.
Nel praticare il T.A. bisogna abbandonare la tendenza costante ad essere protagonisti, per diventare spettatori dei fenomeni che accadono all'interno di ognuno di noi.
Bisogna lasciar accadere.

Fondamenti del Training Autogeno e concetti principali
Il Training Autogeno si e' formato attraverso la selezione e la successiva fusione degli elementi validi di varie terapie psicologiche, attraverso l'elaborazione di una metodica e di un'analisi scientifica dei risultati.
Secondo Schultz con il T.A. si puo' raggiungere tutto cio' che puo' essere dato da "distensione e immersione psichica", cioe':
    1. Riposo (sfera della vita normale)
    2. Autodistensione (sfera della vita normale)
    3. Autoregolazione delle funzioni corporee normalmente involontarie (matrice medica)
    4. Miglioramento delle prestazioni (sfera della vita normale)
    5. Eliminazione del dolore (matrice medica)
    6. Autodeterminazione - formulazione dei proponimenti (sviluppo cosciente della personalita')
    7. Autocritica e autocontrollo - introspezione (sviluppo cosciente della personalita')
Con Schultz, il quale vedeva nella collaborazione del paziente la base di ogni trattamento psicoterapeutico, nacque il T.A. come metodo di autosuggestione psichica.
In quanto metodo esso puo' accelerare e facilitare il raggiungimento di uno scopo, di un compito, ma il suo successo, come per ogni Psicoterapia, dipende dalla collaborazione del paziente.
Questo aspetto e' confermato anche dal fatto che gli esercizi del singolo partecipante riescono molto meglio se prima vengono eliminati, da parte del trainer, i punti oscuri e i dubbi sul T.A. e sulla sua scientificita', in modo che il praticante sia consapevole e partecipe al massimo e non si senta in balia del terapeuta.

La polarita' Tensione/Distensione
K. Jasper afferma che "tensione e distensione formano una polarita' presente in tutti gli aspetti della vita, dal biologico fin nell'anima e nello spirito" e Schultz anche, nei suoi scritti riporta "la vita richiede polarita': alto grado di tensione per la realta' e la combattivita' e profonda distensione, sgorgante dall'interno per tuttto il resto".
La distensione, che e' il fine del Training Autogeno, va sempre quindi intesa nel suo rapporto di alternanza con la tensione.
La richiesta di distensione non e' dovuta solo a un aumento quantitativo di tensione della vita odierna, ma anche da una particolare oppressione sociale e psicologica dell'odierno mondo del lavoro e della scuola.

Il tono
Per tono si intende la tensione dei tessuti, in particolare dei muscoli, controllata dal sistema nervoso in stato di riposo: tensione base del muscolo in riposo.
Essa oscilla entro limiti precisi.
Il biotono e' la tensione vitale che determina l'intero essere umano:
  • eutono = equilibrio tra le funzioni
  • ipotono, ipertono = insufficiente o eccessiva tensione
  • distonia = le singole funzioni si differenziano molto nel loro grado di tensione
Quello che conta e' stabilire il tono appropriato.
Tutti i processi oscillano tra tensione e distensione, ma se l'intervallo diventa troppo grande si esce dalla normalita'.
Una distensione totale, a differenza di una contrazione (crampo) non e' mai dannosa, quando invece c'e' una tensione eccessiva fa seguito un collasso, sia a livello fisico (dopo il crampo c'e' rilasciamento) che psichico.
Per esempio dopo sforzi fisici o psichici il sonno e' di piombo, cioe' piu' profondo del normale e ci si riprende lentamente al contrario del sonno disteso.
Nelle situazioni stressanti (anche se sono gia' superate) che corrispondono a un crampo della psiche si arriva ad un rilasciamento eccessivo, ad un collasso della psiche.

Legge Psicofisica
Ogni funzione e' sempre in rapporto con le altre, cioe' l'uomo reagisce come unita' globale:
"la regolazione del tono della muscolatura volontaria, quella del sistema vegetativo e quella della timopsiche (sensibilita' psico-affettiva interiore) sono tra esse interdipendenti e sono l'espressione di una tipologia particolare"
Se una di esse subisce un cambiamento, anche le altre reagiscono nello stesso senso.
Quindi nel T.A. si parte da modificazioni muscolari per ottenere una trasformazione nella sfera psichica e vegetativa: si distende la muscolatura scheletrica e dei vasi sanguigni e con cio' si raggiunge la distensione totale dell'individuo, che e' fondamentale per la commutazione autogena.
Nell'animale l'integrazione autonoma di tutte le funzioni si svolge senza problemi; con l'acquisizione della coscienza e dell'intelletto riflettente, l'uomo ha perso delle capacita', che puo' riacquistare solo attraverso l'esercizio.

L'apprendimento del Training Autogeno
Nel processo di apprendimento del T.A. intervengono numerosi fattori e aspetti diversi.
La ricerca di un contenuto della memoria e' facilitata da fenomeni associativi definiti in due leggi
  • Leggi primarie: se ci ricordiamo delle impressioni che si trovano in rapporto di somiglianza, contrasto o vicinanza spaziale e temporale (contiguita').
  • Leggi secondarie: durata dell'impressione, vivacita', frequenza, tempo dall'impressione originaria al momento del ricordo, differenze costituzionali, di stato d'animo, di abitudini tra i vari soggetti.
Le leggi associative non riguardano solo i concetti ma anche immagini che possono provenire da ogni area sensoriale.
Nel T.A. intervengono le leggi secondarie.
Ci sono anche tutta una serie di reazioni che si svolgono secondo la modalita' dei riflessi condizionati, anche se sono fondamentali anche i principi di intenzionalita' e dell'aspettativa.
Nel T.A. si lavora principalmente con il rinforzo positivo, dove la ricompensa e' il riconoscimento da parte del terapeuta o del gruppo.
E' importante anche la teoria dell'orientamento, secondo cui le azioni e le reazioni di un essere vivente sono determinate da aspettative riguardanti la meta da raggiungere, e da cui deriva l'importanza di chiarire i fondamenti del T.A. tramite discussione condotta dall'operatore.
Molto legata all'aspettativa e' l'Insight, la presa di coscienza, che determina tutto il processo di apprendimento dalle sue basi: meglio conosciamo lo svolgimento del processo piu' ce lo attendiamo naturalmente, piu' e' delineata la meta e piu' chiare ed intense sono le aspettative di successo, soprattutto se la loro base e' considerata sicura e convincente.
Una caratteristica del T.A. e' la ripetizione sistematica, tramite cui si sommano i rinforzi dei singoli atti di apprendimento.
Questa ripetizione la ritroviamo in molte pratiche sia fisiche (allenamento), che vegetative (T.A.) che psichiche (terapia comportamentale), religiose (rosario e mantra).
Gli effetti di questa ripetizione del Training Autogeno sono:
  • piu' intensita' del contenuto delle formule
  • piu' regolarita' dei risultati
  • meno tempo per raggiungere la trasformazione
  • piu' concentrazione e in minor tempo
Questo contribuisce ad automatizzare il processo, cosi' che serve meno attenzione per farlo e diventa una "buona abitudine".
Ogni comportamento appreso dal bambino e non solo, inavvertitamente e senza riflessione, che si fissa come abitudine per via della continua ripetizione puo' essere eliminato solo con l'esercizio sistematico, cioe' con un processo di apprendimento che, in base a una riflessione, viene impiegato per uno scopo ben preciso, profondamente diverso quindi da quello dell'animale e del bambino.
Praticare il T.A. vuole dire anche molto disimparare dei comportamenti ai quali siamo stati educati, ma che ostacolano il nostro sviluppo individuale; si tratta di riattivare modelli di comportamento inibiti, ma necessari per lo sviluppo.

Le curve dell'apprendimento
Non tutti apprendiamo il T.A. nello stesso modo: una pressione media del disturbo e il riconoscere che ci serve un trattamento e' la situazione ideale per apprendere, mentre ci sara' difficile se siamo in una situazione di forte conflitto o abbiamo motivazioni troppo forti.
    1. Curva piu' frequente: il rendimento e' migliore all'inizio e poi si stabilizza.
    2. Formazione di appianamenti: si formano delle scale che sono la necessita' del soggetto di integrare di tanto in tanto cio' che ha appena imparato prima di acquisire nuovo materiale. Si riscontra nei passaggi tra uno stadio e l'altro.
    3. Curva a baionetta: dopo un buon rendimento iniziale ci puo' essere una tendenza alla regressione e spesso c'e' l'abbandono della pratica.
    4. Impennata: progressi lenti all'inizio e poi grande vantaggi che determinano un'impennata e poi una stabilizzazione.

Differenze e affinita' con l'Ipnosi e il Sonno
In breve possiamo dire che cio' che differenzia il Training Autogeno dall'ipnosi e dal sonno e' soprattutto l'espressione della personalita' autonoma e della liberta' di disporre di se':
  • la suggestione del Training Autogeno e' intenzionale, prevista e volontaria
  • la realizzazione attiva del processo di passivizzazione
  • la spiccata introversione e la mancanza di amnesia
L'attivita' fisiologica del sonno, che si deve considerare da questo punto di vista un processo attivo, si rivela attraverso l'aumento del tono del parasimpatico (parte del sistema nervoso autonomo che si occupa della rigenerazione del corpo), come ad esempio, diminuzione della frequenza respiratoria, del polso, del tono muscolare, ecc.
Nel T.A. troviamo le stesse manifestazioni vegetative anche se meno marcate, che costituiscono il substrato fisiologico della funzione di ripresa e ricostituzione propria del training.
L'EEG (Elettroencefalogramma) del Training Autogeno si trova in qualche punto tra pre-sonnolenza e sonnolenza ma le curve del potenziale cerebrale indirizzano piu' verso uno stato particolare di immersione concentrativi che verso il sonno vero e proprio.
Studiando il sonno, si sono notati alcuni effetti importanti anche per il T.A.: il "sonno della balia" per cui una mamma si sveglia al pianto anche flebile del bambino e puo' non sentire rumori molto piu' forti, e il risveglio a orari prestabiliti.
Questi due fatti dimostrano che determinate aspettative mantengono il loro effetto anche durante il sonno.
Su questo principio si basa anche l'influsso che hanno le formulazioni dei proponimenti del T.A. sullo svolgimento del sonno.
Tutte e tre le condizioni (T.A., ipnosi e sonno) hanno bisogno di condizioni ideali: posizione del corpo rilassata, chiusura degli occhi, smorzamento degli stimoli esterni, stimoli ritmici e monotoni.
Le commutazioni comuni ai tre stati riguardano lo stato di coscienza: tendenza alla coscienza di tipo onirico, restringimento della coscienza, distacco dal mondo esterno (introspezione).
Il fattore fondamentale del Training Autogeno e' dato da un cosciente orientamento dell'attenzione verso la propria commutazione; appena questa attenzione viene interrotta si slitta nel sonno o di nuovo indietro nello stato di veglia cosciente.
Il soggetto che fa il T.A. deve mantenersi come sospeso tra il sonno e la veglia, per questo ci si dovrebbe esercitare quando si e' riposati.
Nelle persone allenate si forma una barriera funzionale che rende impossibile lo slipping al sonno.

La struttura psichica e il Training Autogeno
Il modello della psiche di Aristotele (anima razionale, sensitiva e vegetativa), era statico.
La suddivisione in tre aspetti si e' mantenuta fino ad oggi nel trinomio corpo-anima-spirito e nelle istanze freudiane di Es, Io e Super-Io.
Solo da 200 anni a questa parte si e' affermata l'idea di una dinamica evolutiva secondo cui si va da uno stadio piu' primitivo a uno stadio piu' evoluto.
Per quanto riguarda il T.A. come processo commutativo, esso non e' comprensibile senza il suo aspetto regressivo, dove con questo termine si intende un ritorno a un precedente stadio del processo evolutivo.
Essa si definisce come "riattivazione di modelli comportamentali anteriori ontogeneticamente corrispondenti alle prime fasi dell'infanzia, quindi a stadi espressivi e comportamentali con basso grado di differenziazione e strutturazione.
Nel T.A. la regressione e' produttiva: nella cultura occidentale la spontaneita' viene sostituita con il comportamento convenzionale, la sensibilita' viene livellata, la fantasia sostituita da sistemi astratti.
Il Training Autogeno favorisce invece le funzioni trascurate, promuove la possibilita' di espressione dell'uomo, favorisce l'integrita' individuale.
Il T.A. e' caratterizzato da uno stato di coscienza ristretto e di tipo onirico: durante questi stati compaiono delle reazioni che sono al di sotto del livello della volonta' cosciente (ipobulico).
Si procura una scissione psichica, un doppio stato di coscienza (onirica e vigile).

L'introversione e la somatizzazione
Per somatizzazione Schultz intende che il soggetto "percepisca passivamente il proprio vissuto corporeo", che cioe' si somatizzi, che ci sia una intensa immedesimazione sensoriale nella propria corporeita'.
Il fattore fondamentale della commutazione del T.A. e' il rivolgimento cosciente verso le sensazioni interiori: gli esercizi possono essere paragonati ai gradini di una scalinata che conduce alla somatizzazione, ad una percezione sensitiva ed emotiva del proprio corpo.
Le sensazioni possono essere divise in vari gruppi:
  • della superficie corporea
  • del proprio movimento
  • della posizione nello spazio
  • degli organi che insieme formano la coscienza del proprio stato corporeo
Concretizziamo tale coscienza corporea nell'immagine intuitiva del nostro corpo come un modello, cioe' come uno "schema corporeo", che e' in noi straordinariamente stabile.
Durante il Training Autogeno la crescente somatizzazione produce una modificazione delle qualita' sensoriali che possono essere interpretate come una forma ludica delle allucinazioni patologiche.
Alle modificazioni delle percezioni corporee e' strettamente connessa la "zonestesia" che si riferisce all'insieme di modificazioni delle condizioni vitali generali del corpo:
    si presume che le sensazioni che si producono nei singoli organi vengano costantemente registrate a livello psichico (anche se inavvertitamente) e si rispecchino poi nelle sensazioni generali. Se il soggetto che si allena riesce a percepire gli organi e a cambiare tale percezione sara' poi in grado di intervenire sulle proprie condizioni di base, sul tono dell'umore e sulla coscienza di se'.
Il T.A. si puo' quindi considerare come mezzo per lo sviluppo della personalita' e dal punto di vista psichico si ha un allargamento dell'Io corporeo: il T.A., con le sue possibilita' introspettive, apre all'individuo nuove vie verso il patrimonio sconosciuto delle esperienze possibili che riposano in lui.

Fasi dell'apprendimento del Training Autogeno
La modificazione funzionale che le strutture nervose di chi pratica il T.A. subiscono, attraversano varie fasi:
    Stadio R o della reazione riflessa: ipotonia muscolare, iperemia periferica, regolarizzazione dei ritmi cardiaco e respiratorio.
    Fase CP o della concentrazione passiva: perfetto automatismo delle formule.
    Fase N o della neutralita' mentale: la mente appare tranquilla e vuota.
    Fase D o della disintegrazione funzionale: fase paradossale in cui sembra che si regredisce nell'allenamento, con la ricomparsa di scariche autogene intense e non automatizzazione delle formule; e' dovuta alla prevelente attivita' di strutture di encefaliche rispetto a quelle corticali.
    Fase AP o dell'accettazione passiva: non e' necessario ripetere le formule poiche' lo stato commutativo insorge come un processo spontaneo del cervello.
    Fase A o del riordino: con gli esercizi della ripresa.

Ipotesi e cenni psico-fisiologici
L'intero sistema nervoso dell'uomo suddiviso in due parti:
sistema sensomotorio o sistema cerebrospinale
  • la sua funzione principale e' quello di trasmettere le impressioni sensoriali al cervello e gli impulsi motori volontari e coscienti ai muscoli scheletrici
  • regola i rapporti con il mondo esterno
  • si alterna tra attivita' e riposo
  • si distingue una sezione periferica e una sezione centrale
sistema vegetativo o sistema nervoso autonomo
  • controlla la regolazione nervosa degli organi ed e' al servizio delle funzioni interne
  • lavora indipendentemente al di sotto del livello cosciente
  • non e' mai completamente a riposo
  • si distingue una sezione periferica e una sezione centrale
Il sistema periferico e' suddiviso in due funzioni antagoniste:
simpatico
    funzioni necessarie per l'attivita' e la produzione,
    il suo tono e' maggiore di giorno,
    i suoi ormoni sono l'adrenalina e la noradrenalina.
parasimpatico (vago)
    attiva tutti i processi assimilatori e rigeneratori,
    il suo tono e' piu' alto negli stati di riposo,
    il suo ormone e l'acetilcolina.
Lo scopo del Training Autogeno e' quello di rimuovere disfunzioni funzionali di questi apparati nervosi e di modificare il tono vegetativo nel senso di una piu' distesa reattivita' di base; quindi a una sollecitazione delle funzioni del parasimpatico e a un'inibizione del simpatico.
I disturbi vegetativi funzionali riguardano sempre ambedue i sistemi e sono prodotti da una combinazione di sintomi, che possono essere cronici (distonia vegetativa) o transitori (disturbi vegetativi di regolazione).
Il T.A. produce "commutazione trofotropica" cioe' produce la riorganizzazione vegetativa in funzione della rigenerazione, dell'assimilazione, dell'immagazzinamento.
Esiste un tono vegetativo permanente, costituzionale che si inserisce nelle singole richieste organiche; si deve distinguere dal tono vegetativo costante singole deviazioni eccessive o insufficienti che si verificano negli stress, negli esaurimenti, nelle difficolta' emotive.
Le risposte nervose sono controllate da alcuni centri del tronco cerebrale, collegati tra loro:
    Nell'ipotalamo, che sta alla base del cervello, sono stati trovati due centri che controllano i meccanismi di sonno-veglia, uno e' inibitore, l'altro e' attivatore. Lo scopo del T.A. e' quello di rimanere nello stato intermedio sfruttando i vantaggi del torpore della sonnolenza e collegandoli a una coscienza ancora vigile.
    Per determinare il grado di vigilanza e' fondamentale la Formazione Reticolare.
    Essa si articola attraverso l'intero tronco cerebrale, come proseguimento dei tratti ascendenti del midollo spinale fino alla parte posteriore dell'ipotalamo, che controlla il sonno-veglia. E' stato dimostrato che la stimolazione di un qualsiasi punto di questa sostanza produce un'intensa attivazione della corteccia cerebrale con vigilanza, prontezza e vivacita'.
    Tutto il sistema e' stato definito "sistema di attivazione ascendente reticolare" (ARAS): riceve gli impulsi da tutte le vie che convergono su di essa e l'aumento della sua attivita' provoca un adattamento di tutte le funzioni psichiche, vegetative e ormonali verso un'intensificazione dell'attivita' dell'organismo e procura maggiore limpidita' della coscienza.
Per il Training Autogeno e' importante:
    1. la correlazione tra coscienza, emozioni e funzioni vegetative, poiche' modificando una di queste componenti si influenzano tutte le altre
    2. la possibilita' di disattivazione reticolare, che e' procurata dallo smorzamento di stimoli fisici ed esterni: questo smorzamento reticolare degli stimoli e' una condizione indispensabile sia per la commutazione veglia-sonno, sia per il T.A.
    3. per la disattivazione reticolare durante il T.A. come processo di apprendimento e' importante la formazione di riflessi condizionati che produce un effetto rinforzante e automatizzante
Il Training Autogeno agisce in modo opposto allo stress; i suoi effetti sono mediati soprattutto dalla formazione reticolare ascendente (F.R.A.).
Essa e' un insieme di strutture nervose situate nel tronco dell'encefalo ed e' in collegamento con tutti i fasci ascendenti della sensibilita' esterocettiva (tattile, presso ria, dolorifica,termica), propriocettiva (muscoli e tendini), esterocettiva (visceri e vasi sanguigni), avendo cosi' modo di registrare tutti i dati provenienti dalla periferia.
In questo modo puo' inviare informazioni che mettono l'organismo in stato di allerta e vigilanza.
Quando pero' gli stimoli in arrivo sono minimi, la F.R.A. smette di trasmettere e l'organismo si rilassa.
Gli esercizi specifici del T.A. determinano una disattivazione della F.R.A. che va ad aggiungersi a quella normale prodotta dallo smorzamento degli stimoli visivi e uditivi; entra cosi' in azione l'ipotalamo anteriore che le funzioni opposte di riposo, riparazione, anabolizzanti.
Esso a sua volta attiva il sistema nervoso vegetativo parasimpatico.
In sintesi, in pochi minuti il T.A. riproduce condizioni molto simili a quelle del sonno fisiologico con conseguenti effetti rigenerativi e ristoratori.

Le applicazioni
Con il T.A. si puo' raggiungere tutto cio' che puo' essere prodotto da distensione e immersione; secondo Schultz si tratta di:
  • riposo
  • induzione di calma (smorzamento delle risonanze affettive)
  • autoregolazione delle funzioni normalmente involontarie (disturbi psicovegetativi: dell'alimentazione, dell'apparato cardiocircolatorio e disturbi cardiaci funzionali, della respirazione, degli organi sessuali, della vescica, delle malattie della pelle, delle malattie degli occhi, della regolazione ormonale, della biochimica ematica, degli organi di sostegno e locomozione, disturbi neurologici)
  • miglioramento delle prestazioni (fisiche, nel lavoro, artistiche)
  • eliminazione del dolore
  • autodeterminazione e abitudini (tossicomania, fumo, sonno)
  • autocritica e autocontrollo tramite l'introspezione

L'applicazione del Training Autogeno nei disturbi psicovegetativi
Uno degli scopi del T.A. e' l'autoregolazione delle funzioni normalmente involontarie, cioe' che si svolgono spontaneamente.
Questo e' il campo piu' importante di applicazione.
Oggi si parla di disturbi funzionali o di sindrome psico-vegetativa in cui l'aspetto vegetativo e quello psichico sono sempre presenti contemporaneamente nelle singole manifestazioni della sindrome.
La diagnosi di un disturbo psicovegetativo parte di solito dall'esclusione di una malattia organica; una caratteristica dei pazienti psicosomatici e' la scarsa percezione dei loro conflitti.
Il sintomo psicosomatico e' da intendersi come conseguenza di un disturbo vegetativo funzionale, dovuto alla rimozione di una certa quantita' di energia psichica all'interno di un conflitto costante.
Lo schema delle nevrosi di Schultz puo' essere un buon aiuto per la valutazione delle possibilita' terapeutiche dei disturbi psicovegetativi:
  • Nevrosi endogene (dipendono da fattori esterni e ambientali)
  • Nevrosi marginali (meccanismi psichici primitivi, affini a meccanismi fisiologici come memoria, assuefazione e riflessi condizionati, il cui conflitto rispecchia un atteggiamento psichico errato nei confronti dei propri processi organici e del proprio fisico).
  • Nevrosi stratificate (conflitti endopsichici tra i desideri istintuali e la loro possibilita' di realizzazione di cui l'individuo non e' cosciente)
  • Nevrosi nucleari
Tipiche dei disturbi psicovegetativi sono: multiformita' delle manifestazioni, quantita' dei disturbi, frequenza del fenomeno generico (nervosismo), vario decorso, frequenza del fenomeno generico, aspetto di inadeguatezza.
Tra i disturbi psicovegetativi trattabili con il Training Autogeno ci sono:
  • disturbi dell'alimentazione e della digestione
  • disturbi dell'apparato cardio-circolatorio
  • disturbi della respirazione
  • disturbi degli organi addominali (sessuali e della vescica)
  • disturbi della pelle
  • degli occhi, della regolazione ormonale e della biochimica ematica
  • degli organi di sostegno e della locomozione
  • disturbi neurologici
  • invalidita' mentale

Gli esercizi
La natura dell'immaginare le formule deve essere il piu' possibile neutro, inattivo, in intenzionale.
Una contemplazione passiva, un ascolto indifferente, un fluire di processi mentali quieto e facile, come se fosse un altro ritmo naturale, un ritmo mentale.
Le formulazioni devono essere quindi il piu' lontano possibile da ogni accenno di volontarieta' e impegno!
Piano piano le formulazioni emergeranno da sole, si automatizzeranno, svincolandosi da ogni direttiva.
Tra una formula e l'altra ripetere la formula della calma

Formulazione della calma
Rappresentarsi ad occhi chiusi la distensione muscolare di tutto il corpo:
"I muscoli dei piedi sono rilassati. I muscoli dei polpacci sono rilassati ..."
Quando si e' percorso tutto il corpo:
"Il corpo e' rilassato"
Con il procedere dell'allenamento passare subito alla seconda formula.
Rappresentarsi ad occhi chiusi un'immagine mentale che richiami il concetto di calma;
di solito si usano elementi naturali quali un prato, un mare trasparente, ecc.
"Sono calmo sereno e rilassato" (3 volte)
    1 - Pesantezza
    La commutazione non e' ancora iniziata, ma comincia a strutturarsi la disposizione a realizzarla.
    La sensazione di pesantezza deriva da un rilasciamento muscolare profondo che va al di sotto anche del tono normale dei muscoli in situazioni di riposo.
    Il "tono" e' il grado di tensione del sistema muscolare controllato dal sistema nervoso; esso e' alto in caso di impegno fisico o in stato di allarme e vigilanza.
    Spesso pero' tendiamo a perpetuare questo stato anche al di fuori di effettive situazioni di impegno e pericolo, rimanendo costantemente tesi e contratti.
    Alla pesantezza corrisponde la distensione psichica, che e' una fase preparatoria della calma.
    Scariche autogene: sensazioni di schiacciamento a terra, sensazione che la parte del corpo coinvolta nell'esercizio sia staccata dal corpo.
    "Il braccio destro e' pesante. Il braccio sinistro e' pesante. La gamba destra e' pesante. La gamba sinistra e' pesante."
    "Il corpo e' pesante" (3 volte)
    2 - Calore
    Si va a toccare il tono vascolare: la temperatura cutanea tende a salire di circa 1 grado, mentre quella interna diminuisce; la pressione arteriosa scende.
    Scariche autogene: gonfiore, formicolio, prurito, torpore, vertigini.
    "Il braccio destro e' piacevolmente caldo. Il braccio sinistro ... La gamba destra ... La gamba sinistra ..."
    "Il corpo e' piacevolmente caldo" (3 volte)
    3 - Plesso solare
    Si tratta di produrre una fonte di calore nell'alta zona addominale che dovra' poi generalizzarsi a tutto il ventre.
    Controindicazioni: saltare l'esercizio in caso di stati ulcerativi della mucosa gastrointestinale e usare con prudenza in caso di gastrite. Evitare nel periodo mestruale.
    Scariche autogene: salivazione, borborigmi, crampi addominali, sonnolenza, nausea.
    "Il plesso solare irradia calore" (5 volte)
    4 - Respiro
    Con questo esercizio la curva respiratoria si avvicina a quella del sonno fisiologico.
    "Il respiro e' calmo e regolare" (3 volte)
    5 - Cuore Controindicazioni: evitare l'esercizio in caso di grave cardiopatia e se in presenza di sofferenza cardiaca anche se lieve.
    Usare con cautela in caso di tachicardia, aritmia o extrasistolia funzionali.
    Scariche autogene: sono le stesse dell'esercizio del calore.
    "Il cuore batte calmo e regolare" (3 volte)
    6 - Fronte fresca
    Provoca una leggera vasocostrizione che da' la sensazione di freschezza.
    Controindicazioni: Sinusite, emicrania, cefalea, traumi cranici.
    "La fronte e' fresca" (3 volte)
    7 - Ripresa Respirare profondamente.
    Muovere le dita delle mani e dei piedi.
    Aprire lentamente gli occhi.
    Fare energiche flessioni ed estensioni con le braccia e le gambe.

Postura
Si tratta di far assumere al corpo un assetto che consenta minore innervazione delle masse muscolari riducendo al minimo le tensioni.
Posizione supina
Fig.1 Le braccia sono incurvate lungo il corpo fino a formare un angolo di 120 gradi; dita delle mani incurvate e rivolte verso il pavimento; gambe leggermente aperte e piedi rivolti verso l'esterno; la testa e' leggermente sollevata da un cuscino.
Posizione a poltrona
Fig.2 Schienale e braccioli devono consentire l'appoggio della testa e degli avambracci. Vanno evitate poltrone troppo morbide o troppo basse.
Le mani e le dita vengono abbandonate sul bordo dei braccioli, facendo in modo che le gambe non tocchino tra loro e che i piedi siano poggiati comodamente a terra.
Posizione del cocchiere
Fig.3 Seduti su una sedia, o uno sgabello, molto in avanti, senza appoggiarsi allo schienale. I piedi devono essere ben appoggiati a terra, con le punte rivolte all'esterno. Flettere la schiena e appoggiare gli avambracci sulle cosce e lasciare penzolare le mani tra le gambe (possibilmente evitando che si tocchino l'un l'altra). Lasciare penzolare il collo in avanti il piu' possibile e rilassare le spalle e la mascella.
Fig.1 Fig.2 Fig.3

La tecnica del Training Autogeno - Scheda riassuntiva
Fondatore: J.H.Schultz (anni '60)
Definizione: Psicoterapia breve fondata sui principi dell'ideoplasia e della concentrazione psichica passiva, che consente di realizzare, mediante uno speciale allenamento psicofisico, l'equilibrio neurovegetativo, la calma e positive modificazioni di personalita' ("commutazione").
Effetti principali:
    1) Sedazione emotiva dovuta allo stato di calma e alla distensione muscolare
    2) Aumentata capacita' di introspezione
    3) Distacco emotivo dalle situazioni problematiche
    4) Recupero delle energie psicofisiche (redistribuzione di energie su funzioni e processi vitali impoveritisi con i meccanismi nevrotici)
Concetto base:
    1) Ideoplasia: capacita' dell'elemento ideativo (immagine, pensiero, idea) di produrre "formazioni" cioe' modificazioni somatiche e possibilita' di produrre con la mente condizioni psicofisiche di antisteria, antipsicomatosi, antistress; 2) Concentrazione psichica passiva: la dimensione della passivita', condizione tipica della vita intrauterina, si perde completamente poiche' le esigenze di sopravvivenza richiedono allarme, vigilanza, difesa, attacco. Con il T.A. si riscopre l'assenza di sforzo, di volonta', di impegno, di attenzione, si impara a lasciar accadere e a rivolgere l'attenzione verso l'interno di se' in assoluta passivita'.
Ipotesi scientifica: Stress = il sistema nervoso vegetativo simpatico, regolato dall'ipotalamo, produce uno stato di allerta e di emergenza psicofisica anche in condizioni di assoluta tranquillita'.
Il T.A. agisce sulla formazione reticolare ascendente (posta nel tronco dell'encefalo); questa struttura trasmette i dati dalla periferia al cervello, ma quando i dati sono minimi essa cessa di trasmettere inducendo cosi' il riposo e il sonno.
Il Training Autogeno riduce gli impulsi dalle vie esterocettive, propriocettive, enterocettive smorzando l'attivita' della f.r.a. e attivando il sistema nervoso vegetativo parasimpatico: nel T.A. avvengono cosi' in poche minuti condizioni simili a quelle del sonno.
Esercizi:
    Induzione di calma (blu: quiete e appagamento)
    Pesantezza - rilassamento muscoli striati (tonalita' blu: distensione)
    Calore - rilassamento del sistema circolatorio (rosso: flusso vitale)
    Plesso solare - irroramento (giallo: scioglimento pulsionale)
    Cuore - rallentamento e regolazione (tonalita' blu: armonia affetto-pulsione)
    Respiro - ascolto passivo (tonalita' blu: passivita')
    Fronte fresca - vasocostrizione (bianco: chiarezza mentale)
Al termine del ciclo degli esercizi, si possono inserire, come formulazioni separate, "proponimenti" che si riferiscono al superamento di carenze personali e di difficolta' comportamentali.
Posizioni:
    1) Supina (posizione piu' facile)
    2) In poltrona
    3) Del cocchiere (seduti su una sedia)

Bibliografia
Sul Training Autogeno:
"Il training autogeno come psicoterapia breve" L.Masi - I.L.I. (1999)
"Il Training Autogeno" J.H.Schultz, 2 vol. - Feltrinelli (1984)
"Il Training Autogeno, teoria e pratica" T.Bazzi R.Giorda - Citta' Nuova Roma (1981)
"Psicoterapia Autogena" L.Peresson - Faenza Ed. (1980)
"Manuale di Training Autogeno" B.H.Hoffmann - Astrolabio (1980)
"Medicina psicosomatica" F.Alexander - Universitaria (1950)
Sul Rapporto mente/corpo e il suo utilizzo terapeutico:
"Bioenergetica" A.Lowen - Feltrinelli (2004)
"Il linguaggio del corpo" A.Lowen - Feltrinelli (2003)
"Mente, corpo e malattia" V.Ruggieri - Il pensiero scientifico (1988)
"L'arte del rilassamento, della concentrazione e della meditazione" J.Levey - Ubaldini Editore (1988)
"Il vissuto del corpo" M.Merleau Ponty - Il Saggiatore (1995)
"L'intelligenza del corpo" M.D'Alessio - Giunti Lis (1985)
"Stress, emozioni e malattia" P.Pancheri - Mondadori (1980)
"Il corpo e la parola" G.Downing - Astrolabio (1998)
"Conoscersi attraverso il movimento" M.Feldenkrais - Celuc Libri (1984)
"I dialoghi del corpo. Un approccio olistico alla salute e alla malattia" A.Schnake - Borla (1998)
"Body process. Il lavoro con il corpo in psicoterapia" J.Kepner - Franco Angeli (1997)
Nuove Artiterapie: La Mediazione Artistica nella Relazione d'Aiuto
Roma: Via Costantino Morin, 24 - tel/fax 06.3725626
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