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La Progettazione Sociale: uno strumento necessario alla trasformazione della Società
di Sabrina Marazia


Dott.ssa Sabrina Marazia
Psicologa del lavoro, Responsabile Progettazione, Coordinamento e Progetti Formativi di EA Formazione, Formatrice e Docente.

La Progettazione Sociale: uno strumento necessario alla trasformazione della Società

Strutturare un Progetto Sociale significa avere un obiettivo, un metodo, mezzi ed energie per realizzarlo con lo scopo di raggiungere una situazione di miglioramento: creare un nuovo intervento per gestire un problema, modificare o trasformare una situazione, orientare i processi lavorativi.
La progettazione si compone di cicli di attività tra loro collegate, coerenti e circoscritte tese a realizzare risultati, prodotti, servizi, cambiamenti sociali e/o culturali misurabili, anche dal punto di vista dell'impatto, nel contesto di riferimento, unici e di apprezzabile utilità per i beneficiari.

Chi si occupa di Progettazione Sociale è un professionista in grado di strutturare un'idea collegando la realtà contingente, rispetto ad una proiezione futura, tenendo conto del passato.
Ogni Progetto ha un ciclo di vita scandito da un susseguirsi di fasi progressive, la cui valutazione decide sulla seguente. Non è possibile iniziare una fase progettuale senza aver completato la precedente, occorre una specie di "validazione" per procedere da una a quella successiva.

Il metodo più conosciuto ed utilizzato per la stesura dei progetti è quello del Ciclo Del Progetto (Projet Cycle Management-PCM).
PCM identifica le diverse fasi progettuali in alcuni passaggi chiave:
  1. Programmazione;
  2. Identificazione;
  3. Formulazione;
  4. Finanziamento;
  5. Implementazione;
  6. Valutazione.

Apprendere e comprendere la conoscenza di questo ciclo diventa particolarmente importante per il Progettista Sociale non solo per l'esito finale del progetto, ma soprattutto perché la valutazione conclusiva trasferisce l'esperienza degli interventi appena conclusi, nella progettazione degli interventi futuri (feedback, riprogettazione, ecc.).

In Italia, a differenza dell'estero, si è legati all'idea che un progetto significhi esclusivamente "qualcosa" per recuperare fondi. La conseguenza di questa convinzione genera spesso l'insorgere di errori nel ciclo di vita di un progetto, determinandone non solo il fallimento, ma un'esperienza negativa sia per chi avrebbe dovuto finanziare il progetto, sia per la realtà che se ne è occupata.

Questa visione sbagliata, ma concreta, ha fatto sì che la ricerca di fondi nel nostro paese abbia spesso assunto il significato di Progettazione.
Una concezione errata, ma talmente radicata in molte realtà, insieme alla regola del "si è sempre fatto così", che risulta difficile da scardinare, con il risultato di vedere nel Progettista sociale esclusivamente la funzione di "colui che deve trovare i fondi".
Negli ultimi anni assistiamo fortunatamente a un cambio di rotta nelle strategie di azione delle Associazioni, nell'organizzare le attività, studiare e strutturare i bisogni.
Progettare non significa più soltanto raccogliere fondi attraverso piattaforme o campagne, ma indica la creazione di un'idea.
Un'idea che parta dai bisogni di una realtà e sia in grado di rispondere a tutti gli obiettivi e le necessità delle persone e possa essere sostenibile da un punto di vista sociologico ed economico.
Al Progettista Sociale oggi, al di là della qualifica, è necessaria una formazione il più completa possibile che sia in grado di combinare correttamente le nozioni, la conoscenza, le informazioni e generare così un bagaglio di competenze più complesso.
Deve conoscere il tipo di realtà in cui opera.

Le differenze tra una piccola e una grande realtà sono notevoli.
  • Negli ambiti più contenuti, dove i contributi economici sono minori, la mancanza di budget consistenti porta uno sviluppo maggiore della creatività, diventa necessaria originalità nei progetti.
    Il progettista ha un raggio di azione più ampio e dovrà necessariamente possedere skills trasversali.
  • Nelle grandi istituzioni con maggiore stabilità economica si lavora con grandi staff di progetto, sarà necessario una competenza specifica, magari indirizzata a un particolare aspetto della progettazione.

Tra gli errori che vengono compiuti maggiormente in ambito di Progettazione, vi è la sbagliata interpretazione di un bando.
Capire se è adeguato alla realtà con cui con cui si collabora è tutt'altro che scontato.
Solo una approfondita conoscenza e l'acquisizione di competenze trasversali permettono di limitare fortemente la possibilità di errore, diventando, con l'entrata in vigore della nuova riforma del Terzo settore, skills ancora più importanti.
Un'altra grande opportunità per le realtà del Terzo settore, sono i bandi di finanziamento erogati dall'Unione Europea.
Il bisogno di partecipazione ai Bandi Europei ha generato una crescente richiesta di quei progettisti in grado di avere conoscenze e competenze specifiche in tecniche e metodologie dirette all'ideazione, stesura e presentazione di progetti per bandi della Comunità Europea: dalla comprensione di un bilancio, all'aggiornamento sugli aspetti legislativi regionali, nazionali ed europei, dalla definizione della Vision, ai requisiti per entrare nel registro degli Enti del Terzo Settore.

Purtroppo ancora troppo spesso vengono tralasciate le competenze relative alla comunicazione e alla trasformazione digitale.

Il logo, l'immagine coordinata, l'abstract, la scheda informativa, la carta degli ideali e dei servizi, sono tutti elementi che, se ben strutturati, concorrono all'attribuzione di punteggio nelle graduatorie dei bandi, permettono la considerazione degli Enti che dovranno decidere di sostenere il progetto esponendosi pubblicamente.
Un uso consapevole del Web, delle piattaforme social, una strategia di marketing e cura della community sono sempre più indispensabili oggi anche a si occupa di progettazione per poter avere ben chiare le opportunità che il digitale offre in termini di visibilità, awareness e conseguente successo e credibilità del progetto stesso.
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